Museo del Cinema Torino: Anthony Queen e Marlon Brando ospiti d’onore per il “decimo”

Il successo del Museo del Cinema, nato appena 10 anni fa e già grande nei numeri e nelle proposte, è un successo che non è casuale, ma deriva dall’averne progettato lo sviluppo con cura e passione e dall’aver offerto, anche in Italia un luogo dove poter ammirare più da vicino tutti quei miti che sono normalmente lontani, irraggiungibili, confinati al di là della cornice imposta dal grande schermo.

In occasione di questo compleanno, in cui il Museo compie i suoi primi 10 anni di attività, il Museo ha organizzato una grande festa con ospiti di eccezione del calibro di Marlon Brando e Anthony Queen, ed una preziosa mostra fotografica di Sam Shaw, esposta nell’Aula del Tempio.

Per fare le cose in grande l’organizzazione ha deciso di regalare ai visitatori una edizione originale, l’annuario

«Dieci!», un volume inteso a conservare memoria di questi lunghi dieci anni in cui il Museo ha saputo collezionare momenti importanti per il mondo del cinema. Ma i regali non finiscono qui: una maglietta celebrativa realizzata dallo sponsor Kappa, ingresso gratuito agli allestimenti ed all’ascensore panoramico per la giornata di oggi, sconti sui prodotti al Bookshop e per i bambini sotto i 10 anni e per finire una consumazione offerta dal Cabiria Cafè e nel pomeriggio l’aperitivo offerto dalla Martini. «Non abbiamo voluto strafare – spiega Alberto Barbera, Direttore del Museo – Visti i tempi abbiamo puntato su iniziative economicamente sostenibili».

Ed è certo il case di festeggiare, visti i numeri di questo progetto: ben quattro milioni di visitatori che hanno deciso di intraprende un viaggio d’incanto all’interno di questo tempio del cinema, 65 mostre organizzata, 71 i film che sono stati restaurati, 92 le produzioni che sono state ambientate nella mole Antonelliana, 220 le rassegne ospitate, un totale di 9500 proiezioni. Cifre da capogiro, se si considera il poco tempo in cui è stata svolta tutta questa mole di lavoro paracinematografico. Quasi sembrerebbe che Torino, sostenendo e finanziando questo nuovo polo artistico, abbia deciso di muovere una certa concorrenza a Cinecittà, intramontabile sede (o per lo meno base) di quasi tutto il cinema italiano. Ma lo spirito con cui sono stati affrontati questi dieci anni vengono meglio riassunti dalle parole di Barbera: «Ci sono volute più di 200 pagine dell’annuario per far sì che tutto quello che abbiamo fatto non venisse cancellato dallo scorrere implacabile del tempo. Tra i momenti che ricordo più volentieri, ci sono gli eventi dedicati ad Abbas Kiarostami ed a Werner Herzog, perché il Museo è stato per questi due grandi autori un momento di rilancio del loro ruolo nel panorama cinematografico internazionale».

Ma la vera chicca che il Museo propone agli ospiti è una mostra originale che, assieme a La Venaria Reale e alla Cinémathèque francaise, è stata allestita alla Reggia e sarà accessibili fin da domani: «Le macchine della meraviglia. Lanterne magiche e film dipinto. 400 anni di cinema», un excursus all’interno della nascita del cinema nell’universo delle lanterne magiche.

Luigi Pignalosa