Oltre un milione di firme contro l’acqua in vendita

E’ una galassia variegata quella che si sta mobilitando per dire ‘no’ alla privatizzazione dell’acqua. Un cartello costituito da associazioni di sinistra, cattoliche e apolitiche, da Ong e movimenti cittadini riuniti sotto la dicitura di Comitato referendario per l’acqua pubblica. Un popolo eterogeneo che ha ieri consegnato alla Corte di Cassazione di Roma 525 scatoloni contenenti oltre 1 milione e 400 mila firme.

Sono le sigle dei cittadini che considerano l’acqua un bene irrinunciabile e di tutti e che contestano per questo la possibilità che venga commercializzata. “L’acqua non si vende”: è il loro slogan e lo hanno intonato anche ieri in piazza Navona, dove hanno dato vita a una manifestazione per comunicare lo straordinario risultato raggiunto nella raccolta delle firme.

La regione più “partecipativa” è stata la Lombardia con 236.278 moduli compilati, seguita dal Lazio con 146.450, mentre il contributo più modesto è stato quello fornito dalla Valle d’Aosta che ha perorato la causa con 835 firme appena. Il comitato referendario ha ieri parlato di record storico, ma prima di comprendere se le firme contro la privatizzazione dell’acqua abbiano di fatti superato quelle raccolte in occasione del referendum sul divorzio, bisognerà attendere il parere dei giudici che si occuperanno delle operazioni di convalida e di autenticazione.

“Sintetizzando i 3 quesiti – ha spiegato ieri Paolo Carsetti del Comitato promotore – si potrebbe dire fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”, mentre Ermete Realacci, anima “verde” del Pd ha sottolineato l’importanza di concentrare le energie sulla questione, senza cedere di un passo: “E’ necessario – ha detto – non far calare l’attenzione su un tema tanto importante per i cittadini”.

Il prossimo obiettivo del “popolo dell’acqua” – che dovrebbe riunirsi a Firenze a settembre per un’assemblea nazionale – è quello di raccogliere circa 25 milioni di firme entro la prossima primavera. “Un risultato – si legge nel volantino distribuito ieri dai promotori – che oggi, alla luce del ‘risveglio democratico’ a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile“.

Maria Saporito