Mal di schiena? Risolvibile grazie ad un bisturi mininvasivo

Quanti italiano soffrono di mal di schiena? Ben quindici milioni. In media un italiano su quattro.  Fra essi vi sono persone con disturbi e disagi che si vedono ridotta notevolmente la qualità della propria vita.  Ovvero per un terzo delle persone che soffrono di mal di schiena è addirittura necessario rimanere fermi a casa. Questa infermità momentanea comporta però la perdita di giornate di lavoro, riduzione delle ferie o dello stipendio, costi sociali e sanitari per la famiglia e per la società. Un male quindi da non sottovalutare e da non prendere alla leggera. Può veramente rovinarci la giornata. E’ stato misurato infatti che in Germania, nel tempo medio di  un anno, si perde il 2,2% del Pil (Prodotto Interno Lordo) per problemi legati al mal di schiena. Se i tedeschi sono costretti a restare è casa è ovvio che non possano lavorare e quindi produrre per il proprio Paese. In Italia, possiamo benissimo ricordare che, un problemino alla schiena ha bloccato, recentemente, pure il super portiere Gigi Buffon durante i Mondiali di Sud Africa.

Le cause di questo male possono essere diverse, ma i fattori meccanici fra cui si possono elencare le discopatie,  le stenosi,  l’ ernie del disco e le fratture sono di gran lunga l’origine più diffusa del disturbo. Le statistiche contano che esse incidano per una percentuale molto alta ovvero una percentuale che varia dall’85% al 90%.

Come fare per sconfiggere il male, tornare a sorridere e soprattutto a compiere tutte le azioni che si fanno normalmente? In effetti ci sono vari rimedi che possono aiutare la nostra schiena affinché il dolore svanisca. Quando però non bastano più trattamenti conservativi come la fisioterapia, il busto o farmaci, si può ricorrere alla chirurgia mininvasiva. Essa è composta di piccoli interventi chirurgici sulla colonna vertebrale eseguiti da ortopedici e neurochirurghi. Una chirurgia mininvasiva ma per la quale c’è bisogno di esperti in grado di utilizzare le nuove tecniche senza essersi dimenticati le regole base.

E’ Franco Postacchi a spiegare le nuove tecniche e ad indicare nuove strade. Per il parere del presidente della Società italiana di chirurgia vertebrale / gruppo italiano scogliosi c’è il bisogno di creare una carriera di studi appositi per quella che si prospetta essere una branca della medicina molto interessante. Un ramo da intraprendere con tanta forza di volontà e di propensione allo studio con la consapevolezza di poter alleviare i dolori altrui e poter restituire il solito tram tram quotidiano a chi era costretto a letto con la schiena bloccata. Servono quindi professionisti o meglio personale specifico ed esperto affinché i vari problemi collegati alla schiena possano essere trattati nel migliore dei modi.

Non sempre le malattie che colpiscono la nostra schiena possono essere debellate solamente con fisioterapia e medicine. In alcuni casi serve l’intervento chirurgico. Un passo importante per il paziente e di conseguenza un passo importante anche per chi assume le proprie responsabilità per aver tenuto un bisturi in mano sulla schiena del paziente. Proprio in merito a quanto appena detto è logico risottolineare le parole di Postacchi ribadendo la necessità di una specializzazione appropriata per i medici che si occuperanno della schiena.

Alessandra Solmi