Manovra, la Cia in piazza: “Così la nostra agricoltura chiude”

Armati di bandiere e fischietti e accompagnati dalla mascotte “Agreste”, l’asino simbolo della forza e dell’onestà contadina, 200 agricoltori della Cia (Confederazione italiana agricoltori) hanno protestato in piazza Montecitorio contro la manovra finanziaria del Governo.

Urlando lo slogan “così la nostra agricoltura chiude”, i partecipanti al presidio hanno manifestato la loro contrarietà nei confronti dell’emendamento delle quote latte da parte della Commissione Bilancio della Camera di ieri sera, ma anche chiesto misure quali la stabilizzazione degli oneri fiscali per le aree svantaggiate e il ripristino del bonus gasolio agevolato per l’agricoltura, interventi, questi, di certo non risolutivi ma importanti per dare una boccata di ossigeno al settore.

L’organizzazione agricola ha anche comunicato che, solo nel 2009, oltre 50 mila aziende sono andate fuori mercato. Inoltre, sono stati in tanti, tra gli agricoltori presenti all’iniziativa, a denunciare la propria difficoltà nel sostenere i costi per gestire un’azienda, divenuti oramai opprimenti; il tutto poi aggravato dal crollo dei prezzi praticati sui campi, che ha contribuito a tagliare negli ultimi due anni il 30% dei redditi dei produttori.

Presente al sit-in di piazza Montecitorio anche il presidente della confederazione, Giuseppe Politi: “Diamo per scontato che il Governo ormai ponga la fiducia sulla manovra finanziaria, – ha detto – ma noi torneremo in questa piazza a chiedere le stesse cose, questa volta uniti con le altre organizzazioni. Metteremo da parte sigle e bandiere della Cia, della Coldiretti e della Confagricoltura per fare sì che il mondo agricolo faccia sentire la sua voce di protesta in maniera forte e univoca”, ha affermato il presidente annunciando una protesta unitaria da parte delle associazioni del settore. Secondo il pensiero di Politi, infatti, “andare avanti isolati e frammentati non giova a nessuno e per questo mi appello a tutta la rappresentanza agricola, affinché si sviluppi un impegno unitario”. Lo stesso Politi, in tal senso, ha poi concluso affermando che “l’organizzazione è disposta a rinunciare alle manifestazioni programmate a partire dalla ripresa dopo la pausa estiva, purché ci sia responsabilità da parte delle altre sigle per portare avanti iniziative unitarie”.

Mauro Sedda