Bindi: la P3? Roba da commissione parlamentare

Sul fatto che la presunta loggia massonica denominata P3 rappresenti uno degli argomenti più scottanti e delicati del momento l’accordo è unanime e trasversale. L’associazione segreta, che sta seminando “zizzanie” all’interno del Pdl e inasprendo il confronto tra la maggioranza e l’opposizione, ha ieri suscitato la reazione del presidente Napolitano. Il quale ha parlato di sospetti di squallide consorterie sui quali è necessario fare luce per scongiurare l’incancrenirsi di una ferita aperta.

Oggi è toccato alla presidente del Pd, Rosy Bindi, intervenire sulla spinosa questione, proponendo l’istituzione di una commissione parlamentare ad hoc, che tenti di ricostruire le dinamiche che sembrano aver cementato sodalizi “eterodossi” tra il mondo affaristico, giuridico e politico. “Il monito del presidente della Repubblica sulla nuova questione morale – ha spiegato in una nota l’esponente democratica – non può cadere nel vuoto. La magistratura farà la sua parte per accertare le responsabilità personali e deve essere lasciata lavorare in piena autonomia, senza subire forme più o meno esplicite di delegittimazione del proprio ruolo”.

“Ma al tempo stesso – ha ripreso la vicepresidente della Camera – se vogliamo evitare come chiede il presidente Napolitano, un pericoloso massacro delle istituzioni, è necessario che il Parlamento faccia la sua parte per comprendere e analizzare le cause e le dimensioni reali del degrado della vita politica e le finalità di pratiche illegali e meccanismi opachi che stanno inquinando – ha continuato – settori decisivi della vita pubblica”.

Per Rosy Bindi, insomma, è necessario correre ai ripari e dare prova al Paese della volontà di fare chiarezza su una vicenda che rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni: “E’ necessario che la politica dia una prova di autonomia e consapevolezza – ha insistito la Bindi – assumendo la responsabilità di una attenta e severa riflessione sul sistema di inquietanti degenerazioni che sta venendo alla luce”.

A screditare la proposta avanzata dalla dirigente democratica ci ha pensato, però, il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi: “Sulla P3 – ha commentato – più che una commissione di inchiesta serve un regista: la trama c’è, i personaggi pure, ci vuole un bravo artista – ha concluso – e sarà la commedia del secolo“.

Maria Saporito