Merloni, la Cgil: incalzare governo e imprese

Si è svolta oggi, lunedì 26 luglio, la seconda riunione del tavolo regionale sulla vertenza Merloni, il tutto alla presenza della presidente Marini, dell’assessore allo Sviluppo Economico Gianluca Rossi, dell’assessore al Lavoro della Provincia di Perugia Giuliano Granocchia, dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fim, Fiom, Uilm e della Rsu. Erano, inoltre, presenti i sindaci dei Comuni interessati, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, e alcune associazioni di impresa.

“Valutiamo positivamente il fatto che il tavolo regionale abbia iniziato a svolgere la sua funzione – ha detto a margine dell’incontro il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi – e questo in un quadro in cui il tavolo nazionale sulle situazioni di crisi, che dovrebbe gestire circa 150 vertenze aperte su tutto il territorio nazionale, non sta svolgendo alcun ruolo nella vertenza Merloni, che è senz’altro una delle più importanti per i numeri e le dimensioni che la caratterizzano”.

Nella discussione odierna, – ha aggiunto – a fronte di una situazione che non ha visto concretizzarsi gli interessamenti finora manifestati, abbiamo sottolineato alcune necessità impellenti. La prima è quella di incalzare i commissari rispetto alla legge Marzano e quindi agli ammortizzatori sociali, a garanzia di una piena tutela dei lavoratori. Poi ci sono alcuni paletti fondamentali per il futuro del sito industriale: il mantenimento dei livelli occupazionali e la reindustrializzazione dell’area, anche oltre il perimetro dell’elettrodomestico bianco”.

Secondo Bravi, “c’è poi il ruolo fondamentale che le forze imprenditoriali sono chiamate ora a svolgere a fronte dello stanziamento di risorse importanti, che è garantito dall’accordo di programma: servono proposte e progetti concreti che finora non si sono visti”.

Esprimendo il pensiero della Cgil, il segretario pensa che “la vertenza Merloni debba diventare uno degli elementi centrali della mobilitazione che saremo chiamati a portare avanti in autunno, una mobilitazione, che speriamo possa essere unitaria, con la quale incalzare soggetti imprenditoriali e Governo nazionale. Perché è evidente – ha concluso – che quest’ultimo ha svolto finora un ruolo meramente tecnico, tanto che al tavolo non solo non si è mai visto il ministro, che, come noto, non c’è, ma nemmeno un sottosegretario”.

Mauro Sedda