Caos nel P.d.L., Fini: chi è indagato lasci. Verdini: parole inappropriate.

9 ore di interrogatorio negli uffici della Procura di Roma . per rispondere alle accuse di violazione della legge anti-P2  e la nuova accusa di  mendacio bancario. Così il coordinatore del P.D.L. Denis Verdini ha trascorso le sue ore pomeridiane e serali.

Secondo l’accusa il bancario fiorentino è accusato di aver appoggiato una società segreta, la “P3”, per esercitare pre
ssioni sui giudici della Corte Costituzionale, al fine di legittimare il Lodo Alfano. Insieme a Verdini è indagato anche il Senatore del Popolo della Libertà Marcello Dell’Utri  e l’imprenditore Flavio Carboni. Questa associazione, secondo i magistrati, avrebbe avuto come obiettivo anche la nomina di Ignazio Ferrarsi, all’agenzia pubblica eolica.

Finito l’interrogatorio, i legali dell’Onorevole Verdini hanno commentato: «Il presidente ha negato di aver preso parte all’associazione segreta denominata P3, così come ha negato di aver esercitato pressioni perché sulla vicenda dell’eolico venisse nominato Ignazio Farris alla presidenza dell’Arpas Sardegna» ha spiegato l’avvocato Coppi. «Con i magistrati abbiamo affrontato diversi argomenti che credo siano stati tutti esauriti – ha continuato il penalista – Verdini ha risposto in modo assai minuzioso e puntiglioso alle domande degli inquirenti»

Ricordiamo che recentemente ha dato le dimissioni da presidente della banca Credito Cooperativo Fiorentino.

Intanto spunta l’ennesimo contrasto interno al centrodestra. Gianfranco Fini, intervenendo telefonicamente alla manifestazione napoletana di Generazione Italia, ha parlato di “questione morale”, invitando gli indagati a fare un passo indietro.

“Due devono essere – dice il presidente della Camera – le stelle polari del partito: certamente il garantismo ma c’è da chiedersi se è opportuno, che chi è indagato detenga anche incarichi politici. Una necessità – conclude Fini – anche a livello regionale qui in Campania“(fonte AdnKronos) , riferendosi a Cosentino. A queste battute arrivano delle secche prese di distanza da parte dei berlusconiani.

Lo stesso Denis Verdini ha risposto: “È una richiesta largamente impropria e penso di non avere nessun motivo per dimettermi. Fini conosce il procedimento giudiziario? – ha aggiunto Verdini – al momento io sono solo indagato, ci sono tre gradi di giudizio, bisogna ascoltare anche la difesa. Ciò vale per Fini e per quelli come lui».

Matteo Melani