Di Pietro incita Fini: facciamo cadere Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:26

“O si rompe il rapporto con chi si denuncia per la questione morale o si rimane conniventi, cosa ancora più grave”.
Queste le parole con cui il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha rivolto oggi un appello al Presidente della Camera Gianfranco Fini e all’area del PdL che fa riferimento all’ex segretario dell’Msi per chiedere una svolta rispetto alla situazione di stallo venutasi a creare all’interno del Governo e della maggioranza.

“Ci auguriamo che si passi dalle parole ai fatti – ha spiegato Di Pietro – (i finiani, ndr) facciano venire meno la fiducia al governo votando una mozione di sfiducia da costruire insieme”.
Un invito a collaborare alla caduta del “caudillo” Silvio Berlusconi che, secondo quanto esposto apertamente dall’ex pm in un’intervista a “Il Riformista” di pochi giorni fa, vorrebbe preludere alla costruzione di una trasversale “coalizione della legalità” in grado di vincere le elezioni e governare il Paese.

Un ennessimo possibile sbocco della crisi di Governo, ad oggi ancora non pervenuta ma paventata ormai perfino dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha invitato i berluscones a “prepararsi alle elezioni”, che va ad infittire ulteriormente la confusione che regna sovrana all’interno del centrosinistra e delle opposizioni.
Da una parte Vendola, con le sue “Fabbriche” presenti a macchia di leopardo in alcune zone del Paese, pronto a investire tutto il suo patrimonio politico sulle primarie di coalizione, con la speranza di uscirne vincitore come nuovo “Berlusconi della sinistra”, dall’altra il Partito Democratico o, meglio, le innumerevoli anime del partito di Bersani che ancora oggi non hanno trovato una sintesi sul “che fare” di fronte alla possibilità che Berlusconi sia costretto a rassegnare le dimissioni.
Se domani la palla passasse nelle mani di Napolitano, infatti, il PD si troverebbe a fare i conti con chi vorrebbe, D’Alema in primis, tentare la strada di un Governo tecnico con lo scopo di fare una nuova legge elettorale e “uscire dalla crisi”, appoggiandosi su “tecnici” di Confindustria e Banca d’Italia in grado di applicare i diktat antisociali dell’Unione Europea, chi vorrebbe appoggiare “senza se e senza ma” la solistica avventura di Vendola e ancora chi in fondo non è poi così contrario alla “coalizione per la legalità” paventata da Di Pietro durante la sua apertura a Fini e alla Lega Nord.

E, intanto, anche la rete esprime il suo parere. Mettendo in guardia Di Pietro, visto sempre meno come una speranza per quel popolo che ancora sogna un’alternativa politica a Berlusconi e a tutte le destre.
Mai con i fascisti ripuliti… – avverte Luca sulle pagine Facebook del “Movimento Antiberlusconiano Italiano” – pensate seriamente che Fini non farebbe comunque il gioco di Confindustria e di quei quattro affaristi mascalzoni che ci governano da 30 anni?”.

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