Addio alla moviola: Rai Sport abbandona il “rallenti” e introduce la “Cassazione”

Eugenio de Paoli

Saranno milioni gli italiani che a settembre, in coincidenza con l’inizio del nuovo campionato, si ritroveranno a dover decidere se appoggiare questa scelta oppure passare sui canali Mediaset. Dopo ben 42 anni la Rai, in particolare la redazione di Rai Sport, ha preso la tormentata decisione di sospendere l’utilizzo della moviola nelle sue trasmissioni calcistiche. Il motivo? Ecco le parole di Eugenio De Paoli, il direttore, in una sua intervista a Radio Rai 1: “Mi è venuto in mente tanti anni fa, quando lessi un articolo di Beniamino Placido, che secondo me rimane nella storia del giornalismo il più grande critico televisivo, che lamentava proprio il fatto che le trasmissioni che si occupano di calcio parlano poco ci calcio e molto di altro. Allora da là mi è venuta l’idea non proprio di cancellarla, la moviola, ma di farne un uso diverso, cioè non più liti e polemiche, e quindi non più lunghi dibattiti in studio su un gol non-gol o un fallo non-fallo, che poi insomma sono discussioni che lasciano il tempo che trovano, ma magari farne un uso didattico.”

Questa scelta, dettata dalla volontà di perseguire una televisione legata a valori di civiltà e di rispetto, valori notoriamente schiacciati dalle violente polemiche della domenica sera, sembra un chiaro segnale inteso a calmare gli animi di alcuni tifosi troppo infervorati dalla questione. “Si cercherà così – prosegue Eugenio De Paoli –  di tentare nel nostro piccolo di riportare un po’ di serenità in un mondo che è molto stressato, sempre sotto pressione.”

La decisione, sempre nell’intenzione del direttore De Paoli, si affida sul buon senso degli italiani che non sono, come lui sostiene, degli appassionati di litigiose bagarre televisive, ma sanno apprezzare il vero calcio e sapranno perciò apprezzare l’intenzione della rai di innalzare il dibattito sportivo dalle paludose e stagnanti acque in cui ormai sta affogando. De Paoli promette trasmissioni in cui l’oggetto della discussione non sarà più, appunto, una diatriba infinita sulla giusta o sbagliata decisione dell’arbitro, viceversa i contenuti saranno arricchiti con tecnici in grado di commentare le scelte tattiche, le fasi del gioco, i diversi possibili modi di leggere le partite nel loro complesso, non più in base a singoli episodi più o meno scandalosi.

Maurizio Mosca

Quindi un nuovo corso: più conoscenza, più cultura del calcio e meno risse televisive, che dai tempi di Maurizio Mosca, storico fondatore del genere “sport wrestling” si sono appropriate, anno dopo anno, del panorama del giornalismo sportivo televisivo.

Per sostituire la moviola, scenderà in campo la “cassazione”, questa la grande novità: un comitato di “giudici” che discuteranno un caso da moviola e, dopo averlo studiato una settimana, alla trasmissione successiva, saranno in grado di emettere il loro verdetto definitivo. Per attendere un responso i tifosi dovranno attendere un’intera settimana, la quale dovrebbe dare il tempo al loro crudo, e a volte violento stato d’animo, di placarsi.

Vedremo se gli italiani premieranno con gli ascolti questa televisione più culturale e meno triviale, oppure si affideranno alle sapienti mani di mamma Mediaset che probabilmente, appresa questa notizia storica, preparerà nuovi  sanguinolenti banchetti calcistici televisivi.

Luigi Pignalosa