Calciomercato Milan: caccia al vice-Pirlo, tentativo per Palombo

Angelo Palombo, 29 anni, capitano della Sampdoria: difficilmente vestirà la maglia del Milan

Il Milan è ufficialmente alla ricerca di un giocatore che possa ricoprire il ruolo di vice-Pirlo. Visto l’impegno in quella posizione di Seedorf e Flamini nel corso della stagione, ma con scarsi risultati, la società rossonera si è convinta a porre rimedio al buco in rosa sfruttando le prossime occasioni offerte dal calciomercato. In cima alla lista dei desideri c’è Angelo Palombo, attualmente in forza alla Sampdoria, ma difficilmente lascerà Genova. Ecco perché.

VANITA’ PALOMBO – Perché un centrocampista, titolare inamovibile in blucerchiato, con la possibilità di guidare quest’anno la sua squadra anche in Champions League, dovrebbe accasarsi al Milan per sedere in panchina e prendere il ruolo di alter ego di Pirlo? Una domanda lecita che chiarisce sin da subito la grande difficoltà che avrebbe la società rossonera a portare Palombo a Milano, senza contare ciò che riguarda l’aspetto economico. Infatti, la società di Garrone, oltre ad aver ripetutamente affermato di non volersi privare del giocatore, ha fissato il prezzo per il trasferimento intorno ai 15 milioni di euro. Una cifra proibitiva per le casse rossonere, soprattutto per un “rincalzo” di 29 anni. È inconcepibile come il Milan pensi spesso a far sognare i suoi tifosi, piuttosto che a muovere mosse concrete per l’acquisto di calciatori per offrire rinforzi alla rosa di Allegri.

PUNTARE SUI GIOVANI – Il Milan continua a investire nel settore giovanile, perciò è concreta la speranza di vedere presto qualche volto giovane tra i ‘vecchietti’ di Milanello. Massimiliano Allegri è il mister giusto per coltivare e far crescere adeguatamente i giovani campioni che calcano i campi d’allenamento, perché non ‘rischiare’ uno di loro nel ruolo di vice-Pirlo? Tale mossa permetterebbe di far rifiatare il centrocampista azzurro e di offrire al Milan concreti ricambi per il futuro. Hottor e il neoacquisto Fossati potrebbero adeguatamente ricoprire quel ruolo, consentendo alle casse milaniste un lauto risparmio in termini di cartellino e ingaggio. Due grandi squadre europee come Barcellona e Manchester United, rispettivamente con Bojan e Macheda, non ha esitato a lanciare in campo prodotti del loro vivaio e i risultati sono stati ottimi. Perché allora il Milan si ostina a cercare giocatori all’estero, soprattutto brasiliani, quando in casa ha già le risposte alle sue necessità? Una domanda da porre a Galliani, sperando che nel frattempo Allegri si accorga del grande giovane patrimonio rossonero.

Emanuele Ballacci