Mani in alto… Stai per commettere un crimine!

Minority Report, famosissimo film con Tom Cruise. Tema della pellicola il fatto che la polizia possa arrivare sulla scena del delitto prima ancora che il delitto ci sia stato. Bene a breve tutto ciò potrebbe diventare realtà. Il sistema esiste già, è stato inventato negli Usa e adesso viene sperimentato anche in Gran Bretagna. CRUSH (Criminal reduction utilising statistical history), questo è il nome, ed è un sofisticato ma concettualmente semplice software, costruito dalla IBM, che i poliziotti di Memphis stanno testando da alcuni anni, e che adesso, almeno nelle previsioni verrà esteso ad altri paesi. Il programma è strutturato in modo tale che i computer immagazzinino le informazioni sui delitti commessi, catalogando decine di prove di ogni evento illegale, confrontandole con una serie di informazioni che vanno dai criminali conosciuti, al loro comportamento, alle soffiate degli informatori, magari alla videosorveglianza e persino alle previsioni del tempo, che a volte influiscono sull’avvenimento criminoso. Su richiesta o autonomamente, il computer offre agli agenti le sue previsioni: rapine, atti vandalici dopo una partita, possibilità che vengano rubate auto.

Questo tipo di tecnologia appartiene a quel settore dell’informatica in vistosa crescita che gli anglosassoni chiamano “predictive analytics“. I primi affari in questo business l’IBM li intrapresi con banche ed altre industrie, investendo 11 miliardi di dollari solo negli ultimi 4 anni per sviluppare il settore. Ben 22 delle 24 più importanti banche commerciali al mondo e 18 delle 22 società di telecomunicazioni si affidano alla “predictive analytics” di IBM. Il salto nel settore della sicurezza non è quindi un azzardo: i poliziotti potrebbero  in questo modo evitare azioni di teppisti, di hooligans, furti in casa e rapine in banca. Secondo il dipartimento di Criminologia dell’Università di Memphis, in città dal 2006 in poi c’è stata una riduzione del 31% del crimine in generale e del 15% dei crimini violenti. Soprattutto, il sistema ha rafforzato il morale degli agenti della polizia cittadina, permettendo loro di fare più arresti mirati, aiutando gli agenti a sentirsi sempre più protagonisti di azioni di successo.

Tuttavia, nonostante il forte entusiasmo che circonda lo sviluppo della nuova applicaizone, i due corpi di polizia che stanno effettuando la sperimentazione sono riservati, non vogliono creare illusioni e temono reazioni scettiche o dubbiose tra gli stessi detective vecchia maniera.  «La tecnologia offre ai poliziotti la pssibilità di fare meglio quello che hanno sempre fatto – spiega Mark Cleverley, capo dell’IBM – dato che per anni si sono basati soltanto sul loro istinto, sulla loro esperienza”.

C’è una sola avvertenza: il contesto, la scena in cui questo programma è applicabile deve già essere molto informatizzato: in America e Gran Bretagna da anni le polizie lavorano e raccolgono massicciamente dati con l’informatica. In Italia, dove le forze di polizia non riescono neppure ad avere radio che parlano fra di loro, la cosiddetta fase di “pre-crime” sarà ancora, e per lungo tempo affidata al fiuto dei detective.

Katiuscia Provenzani