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Incursione di Greenpeace sui campi di mais ogm

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Chiede alle autorità di darci un taglio l’associazione  ambientalista mondiale Greenpeace. Esattamente ciò che ha fatto lei contro un campo di mais trangenico, in queste ore, il mon810 della Monsanto, una ditta di origine americana. Gli attivisti hanno tagliato la parte superiore del mais ogm, responsabile della contaminazione su vasta scala e l’hanno isolata, ciò che appunto, secondo l’organizzazione dovrebbero fare le autorità. Il campo, scoperto grazie alla collaborazione con un laboratorio che ha fornito le prove della sua esistenza è il secondo venuto alla luce in pochi giorni. Quest’ultimo si troverebbe a Vivaro, in provincia di Pordenone, il primo a Fanna, nel nord del Friuli.

Proprio in ragione di queste scoperte, Greenpeace ha sollecitato l’intervento delle autorità, sarebbero infatti loro a doversi occupare di questo problema, secondo  Federica Ferrario, la responsabile della campagna anti-ogm.

“Greenpeace sta facendo quello che le autorita’ hanno rimandato per settimane: bloccare la fonte della contaminazione transgenica. Siamo di fronte ad un atto assolutamente irresponsabile” Sempre la Ferrario, pone su una scala più vasta: “è quanto mai necessario che la pubblica autorita’ provveda oggi stesso a isolare e distruggere entrambi i campi Ogm di Fanna e Vivaro gia’ identificati, e che inizi immediatamente una scrupolosa campagna di campionamenti e analisi a piu’ ampio raggio”.

Il rischio maggiore, infatti, sarebbe quello dell’esistenza di un numero imprecisato di campi di mais transgenico dislocati nella Regione Friuli,  cosa che comporterebbe la contaminazione dei terreni circostanti, attraverso i pollini rilasciati dalle piante ogm, senza che sia possibile anche solo saperlo, da parte dei proprietari dei territori adiacenti. L’operazione rientra nelle attività della task force “per un’Italia libera da ogm”, di cui fa parte appunto Greenpeace.  “slow food” , un’altra associazione facente parte del “commando ambientalista” ha annunciato per oggi un presidio davanti alla prefettura di Pordenone, che “continuerà fino a quando non saranno attuate le azioni previste dalla legge, ovvero la distruzione dei campi Ogm e i provvedimenti nei confronti dei responsabili“.

A.S.