Auto blu: le Panda di Pomigliano e il car sharing per i Ministri del futuro

Mentre operai, sindacati, Governo e dirigenza Fiat lottano sulla vicenda del trasferimento della produzione del nuovo monovolume della Fiat dalla storica fabbrica di Mirafiori, in Serbia, una certezza pare comunque di averla ottenuta. Le nuove Panda verranno prodotte nello stabilitmento di Pomigliano e non più, come temuto,  in Polonia. Dopo che la politica ha contribuito attivamente a salvare lo stabilimento campano, i suoi operai e la sua produzione, che consiste appunto nella popolare utilitaria della Fiat, quest’ultima potrebbe ricambiare il favore, venendo incontro alla enormi esigenze di risparmio che l’amministrazione pubblica deve fronteggiare.

Il Ministro Brunetta ha annunciato la sua prossima battaglia, ridurre le auto blu. Pochi però, avevano capito che oltre a ridurre il loro numero, il responsabile per la Funzione Pubblica, voleva ridurne anche le dimensioni. E così, entro pochi anni, gli italiani potrebbero avere l’occasione di vedere i propri ministri più rappresentativi circolare  non più a bordo di enormi e costose auto blu, con piccole Panda, magari lo stesso con autista. Non è dato sapere di quale colore saranno, tra l’altro, potrebbero rimanere, nel loro piccolo, comunque delle “auto blu”.

Un altro progetto, decisamente interessante, è quello che dovrebbe applicare la pratica del “car sharing” anche alla politica. Non più quindi un’auto, di qualunque cilindrata sia, per ogni funzionario, ma una ogni tot deputati, senatori, amministratori e via dicendo. Incastrare gli orari degli appuntamenti istituzionali in modo da avere l’auto disponibile sarà sicuramente un problema non da poco, ma, riuscendoci, il risparmio, unitamente all’utilizzo di auto più parsimoniose dovrebbe aggirarsi sui 2-3 miliardi di euro in 3 anni. Nell’idea di Renato Brunetta, la spesa dovrebbe dimezzarsi, passando quindi da quattro a due miliardi.

Altri provvedimenti intenzionati a prendersi consistono nella limitazione dell’esclusione nel registrarsi al PRA, da parte di veicoli militari e l’impossibilità di non farlo, per quanto riguarda le auto “istituzionali” civili.. Un altro punto interessante e quanto mai utile, se venisse applicato è una sorta di riduzione progressiva obbligatoria della spesa per il parco auto con il passare degli anni: ciò varrà  per le annate 2011, 2012 e 2013, nelle quali, le amministrazioni centrali, potrebbero essere limitate nella spesa da un’apposita legge che le obbligherebbe a non spendere più del, rispettivamente, l’80%, il 65% e il 50% della spesa sostenuta nel 2008. In parole povere, se un’amministrazione nel 2008 ha speso 100 mila euro per il settore auto, nel 2011 non potrà spenderne più di 80 mila, nel 2012, più di 65, nel 2013, più di 50 mila. Un modo per tenere sotto controllo l’eventuale immoptivato acquisto di auto nuove ogni anno. Previste poi anche convenzioni con casa automobilistiche e una formazione specifica per chi, a causa della riduzione del parco auto, ha perso il posto di lavoro, o rischia di perderlo, questo allo scopo di impiegare la medesima risorsa in diversa mansione

A.S.