Obama: via dall’Iraq entro un mese. In Afghanistan progressi



“Entro un mese via dall’Iraq”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha confermato il suo impegno a ritirare le truppe statunitensi dal paese asiatico.

Alla festa dei Disabled American Veterans, i veterani mutilati di guerra, Obama ha dato questa notizia.

L’ascesa dell’attuale presidente U.S.A. si è improntata sulla contrarietà alla guerra in Iraq. Dalla candidatura alle primarie fino al suo insediamento alla Casa Bianca, ha sempre espresso dissenso per questo conflitto. Memorabile la sua definizione “guerra stupida”.

“L’impegno in Iraq sta cambiando”. Sottolinea Obama. Da missione militare, passerà a strategia civile con contributo diplomatico.

La guerra in Iraq inzia nel 2003, quando l’allora presidente George Bush Jr, sostenne che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa e, ci fosse un legale fra l’organizzazione terroristica Al-Qaida e il dittatore. Ad appoggiare questa tesi: Italia, Regno Unito, Spagna. Tra i contrari la Commissione Europea presieduta da Romano Prodi e la Francia. Fra le ragione degli oppositori il fine dell’approvvigionamento del petrolio e la dubbia presenza di armi di distruzione di massa.

Sempre parlando di politica estera, Barack Obama ha dettato le sue linee sull’Afghanistan. “Stiamo affrontando enormi problemi in Afghanistan. E’ importante che il popolo americano sappia che stiamo facendo progressi e che siamo concentrati sugli obiettivi, che sono chiari e raggiungibili”. Inoltre con la presenza di truppe internazionali, assicura Obama, i talebani e Al-Qaida saranno in difficoltà.

“Se l’Afghanistan fosse inghiottito da una larga rivolta, Al-Qaida e i suoi affiliati potrebbero avere uno spazio ancora maggiore. Come presidente degli Stati Uniti mi oppongo”.

Matteo Melani