Bossi scettico sul terzo polo: qualcuno si farà male

Nel giorno del primo ok del Consiglio dei ministri al federalismo fiscale applicato ai Comuni, Umberto Bossi non lesina commenti al vetriolo sulla neo formazione battezzata da Gianfranco Fini che, insieme ad Api, Mpa e Udc, sembra incamminarsi verso il sentiero (finora solo ipotizzato) del terzo polo.

Ai cronisti che in Transatlantico lo hanno interpellato sulla “strategia” astensionista adottata dai “finiani” in occasione della votazione (ancora in corso) per la  mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo, il Senatur ha consegnato una dichiarazione inequivocabile: “Mi sembra che qualcuno voglia farsi del male da solo“.

Per il leader del Carroccio, insomma, l’eventualità che Fli (Futuro e libertà per l’Italia) possa rappresentare una minaccia per l’attuale governo appare più che remota. Al contrario, secondo il Bossi-pensiero, la via imboccata dal presidente della Camera condurrà i “suoi” verso un inglorioso epilogo.

Speziato anche il commento sulle presunte aperture dei democratici a un eventuale governo di transizione guidato dal ministro Giulio Tremonti: “Prima tutto quello che diceva Tremonti era sbagliato – ha notato il responsabile delle Riforme – e ora invece lo propongono”. Il riferimento è alla recente dichiarazione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha definito tale ipotesi “un’evenienza più sensata” rispetto a un “confronto elettorale con un meccanismo come questo”.

Intanto questo pomeriggio il Cdm ha posto il primo via libera al decreto attuativo del federalismo fiscale che disciplina l’autonomia impositiva dei Comuni. L‘aliquota sulla cedolare secca sugli affitti contenuta nel provvedimento sarebbe stata fissata al 20%, ma le indicazioni fornite dai ministri all’uscita da palazzo Chigi sarebbero state, su questo punto, discordanti. Giancarlo Galan, ad esempio, avrebbe parlato di un’aliquota fissata al 22%; stima poi “rettificata” dal leghista Roberto Calderoli che ha voluto fornire ai giornalisti uno svelto resoconto dell’assemblea per sbugiardare versioni inverosimili. “La cedolare secca sugli affitti è al 20% – ha scandito – aliquota che riguarda gli affitti normali, non quelli agevolati. La cedolare secca sugli affitti – ha puntualizzato ancora il ministro per la Semplificazione – partirà dal primo gennaio 2011“.

Il provvedimento, “benedetto” oggi in Cdm passerà adesso al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’ok definitivo.

Maria Saporito