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Alberi artificiali. Dall’Inghilterra una scoperta per ridurre le emissioni co2

Rispetto dell’ambiente: l

a prerogativa dell’uomo di oggi. In un pianeta inquinato come il nostro, si cercano sempre più soluzioni alternative. Vediamo veicoli a basso impatto, raccolta differenziata e incentivazione alle energie alternative.

Dopo il flop del vertice climatico di Copenaghen, alcuni scienziati consci del rischio del surriscaldamento globale, hanno proposto intuizioni degne di nota. Arrivando così dove la politica non è stata in grado di arrivare. Tim Fox, responsabile di Institution of Mechanical Engineers, assieme ad altri ricercatori hanno promosso l’idea degli alberi artificiali. Si tratta di un apparecchio formato da nano tecnologie, in grado di assorbire biossido di carbonio.

“Sappiamo che l’anidride carbonica– spiega Fox- è la causa dell’inquinamento.” I dati dicono, infatti, 5 tonnellate di co2 per persone e per anno.

“Oltre ai buoni propositi – continua Fox – bisogna trovare soluzioni efficienti”. L’albero artificiale ha un’efficienza altissima. Basterebbe una foresta da 100.000 alberi per catturare il gas carbonio del mondo.La temperatura della Terra negli ultimi cento anni è cresciuta di 0,18°C. Questi numeri elaborati dall’I.P.C.C. (Istituto Intergovernativo sul clima), partono dalla Rivoluzione Industriale e arrivano a oggi. Segno che è dipeso dalla sottomissione umana sulle risorse.

Il gas che l’albero prende attraverso le foglie viene poi rimosso e stoccata in sicurezza. L’IPCC ha previsto un aumento fra 1,4°C e i 5,8°C se si continua di questo passo. Le conseguenze saranno irreparabili. Lo scioglimento dei ghiacciai provocherà l’innalzamento del mare dai 2 ai 6 metri, coprendo così intere città. Avremo l’estinzione della specie umana e vegetale e il P.i.l. mondiale subirà un crollo fino al 20%.

L’Institution of Mechanical Engineers ha chiesto 10milioni di sterline finanziare questo progetto. Se quest’ipotesi andasse in porto, sarebbe un evento in cui scienza e tecnica vengono concretamente incontro all’ambiente. Ci domandiamo, quando sarà realizzato.

Matteo Melani