Casa Montecarlo, aperto fascicolo a Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:06

Dalle colonne de “Il Giornale” alla Procura di Roma. Il caso dell’appartamento a Montecarlo, che sta procurando non pochi grattacapi al presidente della Camera, è da oggi al vaglio dei magistrati capitolini.

Più precisamente, gli inquirenti di Piazzale Clodio hanno aperto un fascicolo contro ignoti, ipotizzando il reato di truffa aggravata per la compravendita dell’abitazione sita al 14 di Boulevard Princesse Charlotte. La casa, lasciata in eredità dalla vedova Colleoni ad Alleanza nazionale (l’ex partito di Fini) è diventata la residenza del fratello della compagna del leader di Fli.

Una faccenda quanto meno opaca – stando alla cronaca del quotidiano diretto da Vittorio Feltri – che riguarderebbe una cessione sospetta dell’immobile a società off-shore caraibiche da parte di An. I pm hanno disposto l’acquisizione di diversi documenti riguardanti l’appartamento, per verificare la  “trasparenza” dei passaggi e l’eventuale coinvolgimento di qualche attore politico.

“Si tratta di un atto dovuto“: hanno spiegato dalla Procura di Roma, in quanto il fascicolo è stato aperto sulla scorta di un esposto presentato nei giorni scorsi ai carabinieri da due esponenti de “La Destra”. Secondo quanto riferito dal partito di Francesco Storace, infatti, lo scorso 30 luglio il consigliere regionale Roberto Buonasorte e il consigliere comunale di Monterotondo, Marco Di Andrea, avrebbero segnalato lo “strano” caso a una stazione dei carabinieri, dando il via alle routinarie procedure di controllo.

Ben vengano le indagini su tutto ciò che concerne il patrimonio di Alleanza nazionale – è stato il commento di Gianfranco Fini – anche se la denunzia proviene da avversari politici”. Il presidente della Camera nei giorni scorsi aveva diffuso una nota per sbugiardare le voci su un suo presunto coinvolgimento nell’affaire Montecarlo, anticipando l’intenzione di adire le vie legali contro il giornale di Feltri.

“Il presidente Fini – aveva fatto sapere l’ufficio stampa del leader di Fli – non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società che hanno acquistato l’immobile. Del pari – continuava il comunicato – è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo. Sarà l’autorità giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.

Maria Saporito