Colombia, tutto pronto per il cambio presidenziale

 

I preparativi per l’insediamento di Manuel Santos, nuovo presidente della Colombia, che sostituirà il Capo si Stato uscente, Alvaro Uribe il prossimo 7 agosto sono ormai al culmine. Imponenti le misure di sicurezza prese sia dalle forze dell’ordine che dall’esercito per garantire la sicurezza nelle strade di Bogotà. Inpegnati in questo difficile compito 22mila poliziotti, 4mila soldati e circa 800 agenti del servizio segreto.
Alla cerimonia, che si svolgerà nella piazza Simon Bolivar con la partecipazione dei cittadini nel centro storico di Bogotà, prenderanno parte anche 20 capi di Stato provenienti dall’America Latina.
Lo spazio aereo della capitale viene controllato per mezzo di elicotteri e velivoli dell’aviazione militare. Le strade sono pattugliate da polizia e forze armate. Tutto è sotto controllo ha riferito il ministro della Difesa , Gabriel Silva, che ha sottolineato come l’apparato di sicurezza messo in moto “è pronto a rispondere a qualsiasi aggressione che venga dalle forze della guerriglia”.
Il 7 agosto del 2002 nel momento dell’assunzione della guida del Paese sudamericano da parte di Alvaro Uribe la guerriglia delle Farc (forze armate rivoluzionarie di Colomnbia), sparano colpi di mortaio di tipo artigianale contro il Palazzo presidenziale dove avveniva la cerimonia d’insediamento. Iproiettili però non raggiunsero l’obiettivo e caddero in un quartiere povero della città uccidendo 20 persone e ferendone una sessantina.
Con il cambio al vertice della Colombia si riaccendono anche le speranze che il processo di normalizzazione dei rapporti con il Venezuela riprenda nel breve periodo. Le accuse di fiancheggiamento delle truppe guerrigliere colombiane mosse da Bogotà nei confronti del presidente Hugo Chavez, che le ospiterebbe all’interno del territorio della Repubblica bolivariana, portarono al ritiro dei rispettivi ambasciatori. Il conseguente congelamento delle relazioni diplomatiche non ha fatto che irrigidire le posizioni nettendo a rischio i due popoli. Proprio nei giorni scorsi lungo la frontiera fra le due Nazioni, sul versante venezuelano, c’è stato il rafforzamento delle misure di sicurezza ed un movimento di truppe che ha fatto scattare l’emergenza nella regione.
Michele Dambra