Edimburgo, tre bambini uccisi a coltellate: la madre tenta il suicidio

Forse il gesto di una madre disperata a cui volevano sottrarre i piccoli: potrebbe essere questa la causa che ha provocato la morte dei tre bambini italo-americani.

Sono stati ritrovati morti, accoltellati, in un appartamento in fiamme nella città di Edimburgo in Scozia. La madre ha tentato il suicidio gettandosi dal balcone, ma è ricoverata in gravi condizioni.
Le tre vittime sono Gianluca e Augustino Riggi, due gemelli di otto anni e la sorellina Cecilia di cinque. La madre Theresa, 46 anni, li aveva portati via da Skene, vicino ad Aberdeen dove vivevano. Il papà Pasquale, dipendente della Shell era stato trasferito dagli Usa in Scozia, a seguito della fuga lo scorso 11 luglio aveva denunciato la scomparsa del suo nucleo familiare ottenendo da un giudice locale il divieto all’espatrio dei minori.

Ritrovati ad Edimburgo, il 21 luglio, la madre dei piccoli era stata citata in tribunale per la causa di divorzio, ma a quell’appuntamento così importante non si è nai presentata mettendo in allerta il marito che attraverso il suo avvocato ha chiesto al giudice di emettere un ordine di ricerca. Il giorno seguente all’ordine del magistrato la tragedia ed il macabro ritrovamento.
Secondo i racconti di alcuni vicini di casa la donna sarebbe stata vista piangere prima di lanciarsi dal terzo piano dell’appartamento dove alloggiava con i figli. Di seguito un’esplosione che però non sarebbe stata causata secondo i primi accertamenti da una fuga di gas.
L’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore  sui piccoli corpi potrebbe rispondere a molti interrogativi degli inquirenti che per il momento hanno deciso di mantenere il riserbo sulla vicenda visto che non sono riusciti ad interrogare la madre che si trova in un reparto di terapia intensiva. Allan Jones Il sovrintendente incaricato di seguire il caso ha confermato che il padre è stato interrogato nella città di Aberdeen e che su di lui però non ci sono sospetti. “L’uomo – ha precisato l’investigatore – si trova in uno stato di totale prostrazione, addolorato riesce a mantenere il controllo. Lo interrogheremo appena possibile, riteniamo che possa fornire molte risposte ai nostri interrogativi”.
Michele Dambra