Entra Berlusconi, il Parlamento grida “Duce, duce!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:01

Impazza su Facebook, e in tutti i principali canali della “controinformazione internettiana”, il video tratto dalla diretta di ieri di “Speciale Parlamento”, andata in onda sulla Rai in occasione delle dichiarazioni di voto precedenti la votazione che, pur respingendo la mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo, ha sancito la fine politica della maggioranza, con l’astensione del “terzo polo” di Casini, Fini e Rutelli.
I due minuti del video, pubblicato anche su Youtube, immortalano le reazioni dell’aula, e in particolare dei deputati del Popolo delle Libertà, alla conclusione del discorso tenuto dal capogruppo PdL Fabrizio Cicchitto, quanto fa il suo ingresso anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Dopo la lunga standing ovation dei deputati leghisti e berlusconiani, inutilmente richiamati all’ordine da uno sconsolato Gianfranco Fini, si levano a gran voce cori di incitamento, da far invidia alle migliori curve ultras degli stadi italiani, inneggianti al premier.
Mentre Fini, sempre più attonito, scuote vanamente la sua campanella, il conduttore di “Speciale Parlamento” lascia voce all’aula, dove si intona “Silvio, Silvio!”, mentre il Presidente del Consiglio si alza dai banchi del Governo per salutare i fedeli parlamentari, proponendosi in uno statico saluto che i più malevoli hanno interpretato, su diverse pagine Facebook, come una maldestra riproposizione del saluto romano di mussoliniana memoria.

Il “meglio”, però, arriva pochi istanti dopo. Come evidenziato dai sottotitoli inseriti nel video dall’utente che lo ha messo in rete, infatti, il “Silvio, Silvio” lascia spazio, per alcuni secondi, ad un più flebile ma chiaro “Duce, Duce!”.
Tutto questo proprio mentre il conduttore Giovanni Morello riprende la parola dal Transatlantico, coprendo in parte le voci della Camera, dove ormai la fanno da padroni i leghisti che intonano “Bossi, Bossi”.
La versione integrale del video è visibile a questo link.

Per commentare, invece, è difficile perfino trovare le parole consone.
L’unica riflessione possibile, forse, è accostare quanto successo ieri alla Camera dei Deputati, che fu (ai tempi di un’altra politica e di un’altra legge elettorale) espressione della democrazia, della Costituzione e della volontà popolare, con la consapevole scelta del Governo Berlusconi di non partecipare alle celebrazioni della strage di Bologna del 2 agosto, su cui pesarono e pesano le responsabilità dei servizi segreti, delle lobby internazionali e nazionali, delle logge massoniche, dei fascisti.
Giusto per capire, una volta per tutte, che non esistono più valori condivisi, che non esiste più una democrazia, che non esiste più un popolo italiano protagonista della sua storia e della sua vita.
Che la Costituzione e la Repubblica nate dalla Resistenza vivranno solo quando questo popolo tornerà riconquistarle ogni giorno.
Prima che sia troppo tardi.

Mattia Nesti

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