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Il Ministro Brambilla: rinunciamo al Palio di Siena

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foto ansa

Una proposta che scandalizzerà non poche persone quella giunta oggi dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, quella di rinunciare al palio di Siena.se la Catalogna ha rinunciato alla corrida anche noi possiamo rinunciare a qualche corsa“. Pochi giorni fa, infatti, il Parlamento Catalano ha votato, dando parere positivo, all’abolizione delle corride su tutto il territorio di sua competenza. La decisione ha portata storica, in quanto la Catalogna è stata la prima regione peninsulare spagnola ad aver preso un’ iniziativa tanto coraggiosa quanto civile.

Il Ministro ha poi chiarito il fatto che non ci fosse ” niente di personale” contro la storica manifestazione della cittadina toscana, ma che “è solo la più famosa di questo tipo” ed in quanto tale, più simbolica di altre. Queste”altre”, in Italia sono tantissime; asini, bovini, oche, volatili vari e molti altri animali di genere variegato, sono oggetto talvolta solo di festa, ma troppo spesso gli animalisti denunciano  vere e proprio angherie, legate a quel concetto di “festa”.

Potremmo volentieri farne a meno“, ha commentato ancora il Ministro Brambilla riferendosi al Palio di Siena. Ed in effetti si potrebbe rinunciare anche a molti altri eventi e donare i soldi utilizzati solitamente per organizzarli, a chi maggiormente ne ha bisogno, animali compresi.

La contropartita è la perdita di tradizioni popolari talvolta millenarie , come ha spiegato la Lega Nord e che hanno quindi lasciato un solco nella popolazione locale, che ritrasmette “l’anima” della festa attraverso la preparazione, meticolosa, la partecipazione dei figli, dei nipoti, dei nonni. E’ anche questo, un problema di non poco conto, il tenere ben saldi i legami sociali.

Inoltre , è pur vero che paragonare dirtettamente il palio di Siena alla corrida spagnola, non  appare possibile. Nel primo i cavalli corrono e sono allenati a farlo, nella seconda gli animali vengono trafitti da lance e infilzati da spade, per poi morire sul luogo della battaglia, una battaglia fatta loro malgrado. E forse proprio qui potrebbe stare l’unico anello di congiunzione tra la manifestazione spagnola e molte delle feste italiane ( ma non solo) che vedono la partecipazione di animali.  La domanda che ci si dovrebbe fare è:  Si è così sicuri che loro, gli animali protagonisti, lo vogliano? Al cavallo di una qualunque contrada senese, piacerà davvero correre in tondo in uno spazio abbastanza stretto e con migliaia di persone urlanti che acclamano i loro beniamini intorno?

Domande simili andrebbero poste, non solo ovviamente per quanto riguarda la manifestazione senese,  ma per ogni evento in cui è coinvolto un essere vivente non umano. La volontà di gareggiare o di esibirsi dell’animale non è manifestata, ne dimostrata. Indi, anche non configurandosi un maltrattamento a norma di legge, l’animale potrebbe essere in taluni casi, costretto a fare ciò che, se dovesse decidere lui, mai farebbe.

In risposta al Ministro Brambilla, il Sindaco di Siena,Maurizio Cenni (PdL) che addirittura ha annunciato il possibile ricorso alle vie legali:chi segue il turismo si dovrebbe preoccupare di conoscere il Palio e di capire quanto questa manifestazione sia davvero veicolo di promozione del nostro paese” ha tuonato il primo cittadino, aggiungendo che  “il Comune di Siena adirà alle vie legali se risulteranno confermate le affermazioni del ministro Brambilla relative al maltrattamento e sfruttamento degli animali collegate al Palio di Siena”.

Seppur non sussistano maltrattamenti istituzionalizzati legati al Palio di Siena, è però da dire che non è raro assistere ad incidenti in cui un cavallo ( oltre che il fantino magari) si ferisce, sbattendo contro un muro, o cadendo durante la corsa finendo calpestato involontariamente dagli altri cavalli. La Lav denuncia inoltre, la morte di 48 cavalli dal 1970 al 2007. Così fosse, la media sarebbe ben più di uno all’anno. Non che queste morti derivino certo da maltrattamenti volontari, ma, purtroppo, sempre di morte si tratta.

A.S.