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Marco Travaglio: “Il Pd, un organismo morto”

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In questo periodo di grande difficoltà e frammentazione per la maggioranza di governo, c’era da aspettarsi un Pd arrembante, pronto a dare il colpo di grazia a Berlusconi e a puntare a nuove elezioni. Con la prospettiva di vincere, stavolta, visto il malcontento generale, e vista l’incapacità del Presidente del Consiglio di fare fronte ai tanti problemi che attanagliano il Paese. Invece niente. Del Pd non c’è quasi traccia.

Marco Travaglio, sul sito de “Il Fatto Quotidiano”, si è chiesto se il Partito Democratico esista ancora: “C’ è vita nel Pd ora che il Pdl scoppia? Nemmeno i rilevatori più sensibili, quelli in grado di captare il battito d’ali delle farfalle, riescono a cogliervi minime tracce di attività vitale. Anzi, più si sentono parlare i cosiddetti leader di quella che dovrebbe essere l’alternativa al regime che frana, più si capisce che non hanno nulla da dire”.

Secondo il giornalista di Annozero, il Pd invece di attendere con ansia e sperare nelle elezioni, teme il giudizio dei cittadini: “Quando sono proprio al massimo dell’attività cerebrale (i dirigenti del partito, ndr) non riescono ad architettare che governicchi tecnici, istituzionali, balneari, ammucchiatine ribaltoniste buone solo a evitare ciò che più di ogni altra cosa li terrorizza: le elezioni, anzi gli elettori. Abituati a far politica a tavolino, a prescindere dalla gente, non riescono nemmeno a immaginare qualcosa di decente che convinca gli italiani a votarli. Soggiogati dall’incantesimo berlusconiano, non trovano parole che non siano già state confiscate da B. o che non provengano dal Jurassic Park della Prima Repubblica”.

Travaglio, poi, attacca il Pd perché incapace di portare alla ribalta un tema che invece dovrebbe essere centrale: quello della legalità. Infine, definisce il Partito Democratico “un manicomio organizzato”.

G. M.

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