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Chiesa vs Vendola: meglio un aborto che la sua nascita

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Il network di informazione cattolica “Pontifex” torna alla carica contro Nichi Vendola, dopo che già lo scorso gennaio aveva ospitato, proprio in concomitanza della vittoria alle primarie del centrosinistra pugliese del Governatore della regione, un pezzo contro l’omosessualità in quanto “peccato gravissimo e scandaloso”.
Adesso che Vendola ha lanciato la sua corsa alla leadership del centrosinistra nazionale e, di conseguenza, di tutto il Paese in vista di possibili elezioni anticipate, un editoriale di Bruno Volpe lancia la nuova crociata, questa volta prendendo a pretesto il film di Andrea Costantino “Sposerò Nichi Vendola”, che sarà presentato al prossimo Festival del Cinema di Venezia.

Dando sfoggio dell’elevata caratura delle analisi politiche di cui è capace “Pontifex”, Volpe spiega che “dati i gusti e le inclinazioni perverse del Governatore, sicuramente sarà un uomo. […] Una domanda? Ma come si fa a sposare Vendola? Chi avrebbe uno stomaco del genere? Ce ne vuole del coraggio, ma per aspirare a popolarità e magari finanziamenti per carrozzoni culturali o cinematografici, si ricorre anche a questo, all’ incensamento via film di un personaggio che sarebbe megio dimenticare”.
Il meglio, però, deve ancora arrivare: i cattolici di ferro, i crociati del nuovo millennio, pronti ad issare le barricate contro la 194, pronti a difendere sempre e comunque “la sacralità della vita” di uomo come di un embrione o di un corpo tenuto in vita artificialmente, di fronte ad un personaggio così abominevole e diabolico arrivano a rimpiangere che un aborto non se lo sia portato via in tempo.
“Suggeriamo una variante:  – continua Volpe – perchè non hanno abbandonato Vendola da piccolo? Probabilmente tutti sarebbero stati meglio se il terlizzese fosse stato, prima di venire alla luce, vittima di un incidente di gravidanza, e in questo caso, non tutti i mali vengono per nuocere”.

L’ultima perla arriva con la chiusura del pezzo, dove il giornalista, se questo è un giornalista, arriva ad elaborare uno sconclusionato paragone fra il film in preparazione su Vendola e la battuta con cui Berlusconi offrì in sposo il figlio a una precaria della generazione mille euro al mese come soluzione ai suoi problemi; dimostrando, tra l’altro, di non sapere neanche di cosa ha scritto, dato che “Sposerò Vendola” si propone di raccontare la storia di una famiglia pugliese che “sposa” la speranza e le idee del Governatore, non certo di una cerimonia con fedi e bomboniere.
Certo è che Vendola potrebbe dormire sogni tranquilli, se questi fossero gli attacchi “politici” con cui dover fare i conti; purtroppo per lui, però, al di fuori dei deliranti pezzi dei cattolici militanti, la strada delle primarie a tre, con Bersani e Chiamparino e, probabilmente, Di Pietro o un uomo dell’IdV, si fa sempre più irta e difficile da scalare.

Mattia Nesti