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Amburgo, chiusa la moschea di Mohammed Atta

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Mentre a New York la proposta di aprire un centro islamico a Ground Zero con annessa moschea crea confusione e scompiglio nella città statunitense, in Germania, ad Amburgo, questa mattina la polizia ha chiuso la moschea Taiba, collegata agli attentati dell’11 settembre 2001. In questi nove anni, infatti, la polizia tedesca ha tenuto sotto controllo e osservazione il luogo di culto islamico al centro della città nella Germania Nord-Occidentale, seconda a Berlino per la grandezza del suo territorio.

Amburgo

La moschea, nella quale si recava anche la mente degli attentati terroristici alle Twin Towers di New York e al Pentagono di Washington, Mohammed Atta, e alcuni dei suoi collaboratori, è stata perquisita e la polizia ha provveduto anche a mettere al bando l’associazione culturale che la gestiva, sequestrandone i computer e altro materiale trovato nei locali di Taiba. Secondo la polizia tedesca, la moschea aveva stretto nuovi legami con gli jihadisti di Pakistan e Afghanistan, tessendo, quindi, rapporti con i terroristi islamici.

Pensiamo che la moschea Taiba abbia sostenuto il terrorismo per tutti questi anni“, afferma un responsabile dell’Ufficio per la Protezione della Costituzione, un servizio di sicurezza della città-Stato tedesca, Manfred Murck, durante la conferenza stampa seguita al sequestro dei locali della moschea e che si è tenuta questa mattina ad Amburgo. Anche il settimanale “Focus” riporta la versione del Ministero dell’Interno di Amburgo: stando alle fonti di intelligence che hanno redatto una relazione dai controlli effettuati in questi anni dalla polizia alla moschea, Taiba era diventata piano piano di nuovo il “principale centro di riferimento degli ambienti della jihad“, tanto che alcuni membri che frequentavano il centro di preghiera si sono trasferiti in Uzbekistan, Pakistan e Afghanistan in alcuni campi di addestramento jihadisti.

Il luogo di culto si trova nei pressi della stazione centrale di Amburgo e in passato era conosciuta con il nome di “al-Quds“, che in arabo vuol dire “Gerusalemme”. Da aprile la polizia tedesca ha iniziato un controllos errato di luoghi di incontro islamici e tuttora sono oltre 300 le inchieste in corso.

Augusto D’Amante

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