Occupazione, Unioncamere: “Più spazio al merito e meno alle segnalazioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:11

Secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, anche se i famigerati “canali interni”, ossia quelli rappresentati da conoscenze dirette e segnalazioni, sono stati utilizzati nel 2009 da circa la metà delle imprese (49,7%) per la selezione dei candidati, rispetto al 2008 (-4%) pare che questa modalità abbia perso qualche punto su altre basate sull’intervento di soggetti facilitatori dell’incontro domanda-offerta di lavoro. In poche parole, la conoscenza diretta rappresenta ancora la strategia privilegiata dalle aziende, ma sempre più spesso sono dei particolari operatori ad occuparsi della selezione ed a prediligiere una buona qualificazione professionale e la capacità di affrontare un colloquio.

La novità è rappresentata, dunque, dai così detti intermediari professionali. Ci si riferisce alle agenzie di somministrazione (di lavoro interinale), a società di ricerca e selezione, ad associazioni di categoria e internet (dove questi operatori sono presenti). Più del 10% delle imprese, quasi 2 punti in più rispetto al 2008 e oltre tre punti in più rispetto al 2006, lo scorso anno ha fatto ricorso a tali operatori, maggiormente utilizzati dalle aziende di grosse dimensioni (dall’8% tra le piccole imprese al 27-29% superati i 250 dipendenti), più diffusi nell’industria rispetto ai servizi (10,9 e 9,8%) e molto più nel Nord del Paese rispetto al Sud (da il 13% al 5,4%).

Sono, inoltre, gli Operatori istituzionali (Centri per l’Impiego), si legge nella nota di Unioncamere, che vedono un significativo incremento di consultazioni da parte delle imprese alla ricerca di nuovo personale, coinvolgendo dal 4,4% al 6,3% delle imprese in cerca di personale. Il ricorso ai Centri per l’Impiego, si legge ancora nel comunicato, è praticato soprattutto dalle piccole e medio-piccole imprese, da quelle dell’industria più che da quelle dei servizi e più nelle regioni del Centro che in quelle del Nord e del Mezzogiorno.

Un Altro dato interessante è, infine, la riduzione di quasi 3 punti percentuali della seconda modalità diffusa nel reperimento del personale, ovvero quella delle banche dati che le stesse imprese si sono costruite (21,5% delle imprese contro il 24,7% del 2008). La modalità in questione viene utilizzata soprattutto dalle imprese maggiori (oltre il 50%), ma anche da un quinto di quelle fino a 9 dipendenti, in ogni caso più dalle imprese dei servizi che da quelle dell’industria (22,5 e 19,8%) e in misura simile nei vari contesti territoriali (con un massimo del 22,9% nel Mezzogiorno).

Mauro Sedda

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