Tra uniformi e crinoline, a Palazzo Venezia il Gran ballo delle debuttanti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:49

 

Sono in corso ormai gli ultimi ritocchi e preparativi per il Gran ballo delle debuttanti che sarà ospitato da Palazzo Venezia il giorno 16 ottobre; l’importante e tradizionale evento è stato organizzato dall’Ambasciata d’Austria a Roma con il placet, arrivato in questi giorni, da parte del ministero dei Beni Culturali a cui l’Austria ha risposto promettendo in cambio un contributo per il restauro di un’opera. E sarà proprio nei Saloni Monumentali al piano nobile del palazzo ovvero nella Sala del Mappamondo e nel Salone delle Battaglie, dove il Duce allestì il suo ufficio  e sede del gran Consiglio del fascismo che si avrà un volteggiare di tulle e crinoline di giovani ragazze accompagnate dai cadetti delle accademie militari.

Il Gran Ballo Viennese, che si svolge nella Capitale dal 2007, è un evento di beneficienza per le ragazze dai 16 ai 23 anni ed è promosso dalle città di Vienna e Roma; nel corso delle precedenti edizioni ad ospitare la manifestazione è stato Palazzo Brancaccio: il passaggio avuto quest’anno nella sede di Palazzo Venezia mostra l’organizzazione dei rapporti di amicizia intercorrenti tra le due nazioni. Il direttore valorizzazione del ministero Mario Resca ha spiegato come sia stato di fondamentale importanza per gli austriaci riportare il ballo all’interno di quella che ha rappresentato la loro storica ambasciata, cortesia che è stata concessa anche perché inclusa negli accordi di collaborazione culturale raggiunti tra Italia e Austria.

Palazzo Venezia  fu costruito tra gli anni 1454 e 1467 in seguito alla commissione del cardinale Pietro Barbo, futuro papa Paolo II; per lungo tempo dimora dei papi e poi ambasciata della Repubblica di Venezia,a  cui si collega il nome, è divenuto verso la fine del Settecento proprietà degli austriaci e, per un periodo limitato, sede dell’ambasciata, fino a diventare di proprietà del governo italiano dal 1916 in poi, quando Mussolini lo tramutò nella sede del governo. 

Giorgio Piccitto