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Morgan contro il sindaco Tosi, invoca il diritto al lavoro

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L’artista contro il burocrate, il giullare post-moderno contro il censore. E tutto per un’esibizione che – a quanto pare – non s’ha da fare. Morgan – al centro della bufera negli ultimi mesi dopo le sue dichiarazioni sull’uso di sostanze stupefacenti, che gli hanno anche chiuso le porte di Sanremo – ora si scaglia contro Flavio Tosi, chiacchieratissimo sindaco leghista di Verona, reo di aver emesso un’ordinanza che impedisce all’artista di esibirsi nel teatro Romano della città veneta il prossimo 4 settembre in occasione del “Festival lirico”.

Motivo del divieto? Stando alle indiscrezioni ci sarebbe dietro ancora quella maledetta intervista rilasciata a Max, in cui il cantante milanese dichiarava di fare uso di sostanze stupefacenti. “Abbiamo già contestato il contenuto dell’intervista – ha osservato il legale di Morgan, Giampaolo Cicconi – e riteniamo illegittima la delibera della Giunta di Verona che ha dato per veritiere dichiarazioni travisate”. Tosi non aveva invece fatto riferimento all’intervista, commentando laconicamente che “Morgan non e’ mai stato inviato ad alcun festival a Verona e il Teatro Romano e’ del Comune. L’amministrazione e’ libera di concederlo o meno a chi vuole”.

Scatta dunque l’azione legale dell’artista, che diffida Tosi affinché l’amministrazione comunale annulli il suo divieto relativo all’esibizione di Morgan. Cicconi, appellandosi alle più elementari norme sul diritto al lavoro, “ordina” al sindaco di Verona Flavio Tosi di concedere a Morgan la possibilità di “eseguire le prestazioni dalle quali riceve sostentamento per sè e per la propria famiglia”, pena un ricorso d’urgenza in tribunale.

Un’azione legale, quella intrapresa dai legali dell’artista, che si appella ad alcuni princìpi inviolabili della Costituzione italiana; ragione che ha spinto il signor Cicconi ad inoltrare a nome di Morgan la diffida presso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in quanto “Supremo Garante della Costituzione”, al fine di “scongiurare la violazione degli articoli 4 e 35 della Costituzione che tutelano l’esercizio del diritto al lavoro”.

Roberto Del Bove

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