Casa Montecarlo: Feltri raccoglie le firme per disarcionare Fini

A “speziare” ulteriormente il caso politco-immobiliare dell’estate ci ha pensato ieri Vittorio Feltri. Nel suo editoriale impietoso: “Fini come Scajola”, il direttore de “Il Giornale” ha affondato sul presidente della Camera, proponendo ai lettori di compilare un singolare coupon. Un tagliando per mandare a casa Gianfranco Fini, attraverso una raccolta firme tesa a chiederne le tempestive dimissioni.

Fini è come Claudio Scajola che, poverino – ha ironizzato Feltri – è diventato proprietario di una casa ma ignora la provenienza dei soldi con cui è stata pagata”.

Di più: la nota vergata due giorni fa da Gianfranco Fini “non chiarisce nulla sull’appartamento finito in mano al cognato – ha continuato Feltri – Sarà lecito, ma è anche molto brutto che il paladino della legalità alieni a prezzo stracciato una casa donata ad An da un’iscritta e che poi quella casa risulti abitata dal cognato”.

L’iniziativa avviata dal direttore de “Il Giornale” per disarcionare l’ex aennino è stata promossa a pieni voti dal portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che ha definito “inevitabile” la richiesta di dimissioni della terza carica dello Stato.

Di tutt’altro segno il commento di Italo Bocchino che sull’ultima “provocazione” di Feltri ha detto: “Fa parte di una strategia di aggressione politico mediatica“. “Non si capisce perché Fini si dovrebbe dimettere per una vendita tra privati da cui non ha ricevuto nessun beneficio – ha spiegato il capogruppo di Fli alla Camera – E’ una richiesta irricevibile e irresponsabile come lo sarebbe se qualcuno chiedesse a Berlusconi di dimettersi da presidente del Consiglio – ha precisato – per come ha comprato la sua villa dall’erede Casati, assistito dall’avvocato Cesare Previti”.

Ha ostentato amarezza, invece, Ignazio La Russa che all’epoca dei fatti era reggente di An: “Non ho mai saputo assolutamente nulla – ha iniziato il ministro della Difesa – di questa vicenda che seguo con tristezza, ma proprio l’essere stato tenuto all’oscuro di una cosa tanto banale mi lascia ancora qualche dubbio”.

”Quell’operazione immobiliare – ha continuato l’ex aennino “planato” sul Pdl – mi fu completamente taciuta. E non è che vendessimo immobili tutti i giorni. Non c’era obbligo di comunicarmi acquisti e vendite, ma il dovere politico direi di sì. Nei bilanci – ha insistito – non ci sono i dettagli delle compravendite”.

Tanto quanto basta per rinforzare i sospetti sul caso e per allungare nuove ombre sulla “inattaccabilità” del presidente della Camera. Intanto dagli uffici della Procura di Roma trapelano le primi indiscrezioni secondo le quali Gianfranco Fini non dovrebbe essere ascoltato dai pm. Resta da comprendere se si tratta di una decisione provvisoria (probabilmente gli inquirenti vogliono per il momento concentrare l’attenzione sulle carte e sulla documentazione) o se piuttosto il presidente della Camera sia già stato considerato estraneo ai fatti contestati.

Nel girotondo delle dichiarazioni e dei commenti sulla chiacchieratissima casa di Montecarlo, segnialiamo infine il divertente corsivo di Domenico Naso che ieri, sulla testata telematica della Fondazione “FareFuturo”, ha così controbattuto alla proposta di Feltri: “Come potremmo mai, noi di Ffwebmagazine, rispondere a un’iniziativa così geniale e rivoluzionaria? – ha scritto – Ci pensiamo da stamattina, incessantemente: di chi potremmo chiedere le dimissioni, perchè indagato, coinvolto in inchieste della magistratura, protagonista di storie e storiacce poco chiare?“.

“Abbiamo pensato a Batman – ha continuato Naso nel suo intervento – Pare che l’uomo pipistrello, infatti, abbia allargato la bat-caverna in barba al piano regolatore e a quello paesaggistico. Però no, forse non è il caso. E Diabolik? Lui sì che dovrebbe andare a casa, ladro com’è”.

Ma la soluzione risiede altrove: “Abbiamo deciso infine – ha concluso Naso – di chiedere un passo indietro a Topo Gigio. Che qualche anno fa aveva avuto uno spiacevole contenzioso con l’Antoniano di Bologna e poi era stato sostituito da Geronimo Stilton”.

Maria Saporito