Incendi, fiamme a Chernobyl


Sembrava che la situazione si fosse calmata. Invece no.

Mosca continua a cercare di domare gli incendi, come da una settimana a questa parte. Il temporale estivo che stanotte ha in parte, alleviato i danni, nulla ha fatto per cessare i roghi.

Le temperature sono lievemente scese. Nei giorni scorsi andavano otre i quaranta gradi.

Le regioni colpite dagli incendi sono più di venti. Oggi però le fiamme hanno raggiunto anche Bryansk, la zona dove vi sono i residui dell’incidente nucleare di Chernobyl. Nel 1986 la centrale esplose, causando vittime e danni a flora e fauna. Questo disastro ha avuto ripercussioni anche su stati lontani dall’allora Unione Sovietica. 28 incendi che hanno bruciato un’area di 269 ettari. I numeri a Chernobyl.

3900 Ettari di foreste in fiamme nella Russia centrale.

Secondo Greenpeace c‘è un forte rischio di contaminazione radioattiva. Oggi questo movimento ha pubblicato una mappa da cui si evince che sono iniziati gli incendi nelle foreste contaminate. La mappa – prosegue il comunicato – basata su informazioni del 9 agosto, mostra chiaramente che vi sono più di 20 incendi in corso nei territori contaminati, inclusi tre incendi nelle foreste altamente contaminate nella regione Bryans. Il Governo però lo smentisce, affermando che in queste zone si ha un normale livello di radiazioni.

Gli esperti sanitari fanno sapere che è raddoppiato il tasso di mortalità per afa e incendi. Sono ovviamente sospesi i test missilistici. “Dall’inizio della siccità abbiamo sospeso tutti i test e attualmente non possiamo riprenderli perché vi sono seri rischi di incendio”. Dice Valery Kashin, direttore della Kbm, l’impresa che realizza questi armamenti.

Un vero disastro. Ambientale, economico e umano.

Matteo Melani