Governo, Marcegaglia: “Troppe liti uccidono le riforme”

Roma (13 agosto 2010) – In un’intervista a Il Sole 24 Ore, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia parla del rischio posto dalle continue polemiche all’interno del centrodestra al programma di riforme necessario per aumentare la produttività del sistema paese e paventa quanto già accaduto nel 2006 con la crisi del centrosinistra.

“Abbiamo sperato nella stabilità e nelle riforme nell’interesse del paese, ma l’estate dei litigi e delle polemiche ci ha portato a una situazione analoga a quella del 2006 che ha portato alla crisi del centrosinistra”, afferma Marcegaglia. “Non c’è un programma di lungo periodo, una strategia, una visione per affrontare i problemi – prosegue il capo degli industriali – è con amarezza che assistiamo, nell’assenza di un progetto forte, alla difficoltà dell’intera classe dirigente del centrodestra, prigioniera delle sue polemiche e colpevole davanti al paese di non sapersi assumere le responsabilità per cui è stata chiamata al governo”. “E’ una situazione indecorosa e non può continuare: adesso basta – è il perentorio sfogo della Marcegaglia – tutti i leader responsabili, di maggioranza e opposizione, devono lavorare per il ritorno, urgente, a un clima di rispetto e serietà istituzionale”.

In merito poi alla possibilità di elezioni anticipate il presidente di Confindustria risponde: “Ma vogliamo scherzare? A meno di tre anni dalle elezioni anticipate del 2008? Vogliamo ritornare alla Prima Repubblica degli anni 70?”.

Il leader degli imprenditori non si astiene poi dal dire la sua riguardo al meccanismo elettivo: “Abbiamo fatto delle conquiste faticose, il maggioritario, l’alternanza, non credo sia una grande idea tornare al proporzionale senza sbarramento dei partitini di un tempo. Questa legge elettorale non è brillante e molti autorevoli osservatori l’hanno criticata perchè a scegliere i parlamentari sono i leader dei partiti e non gli elettori, con quali risultati purtroppo abbiamo visto: ma riformarla non è impossibile”.

“Nel mezzo della più grande crisi dal 1929 però – spiega la donna ai vertici dell’industria nazionale – il paese pretende stabilità e un governo con una maggioranza fortissima non può parlare di tornare alle urne. Se lo farà, se la classe dirigente del centrodestra non riuscirà a portare la legislatura su binari normali, se la rissa vincerà, non sarà una sconfitta per questo o quel leader del governo, ma per l’intera leadership che ha vinto le elezioni del 2008. Lo sconforto prevarrebbe e boccerebbe tutti stavolta”.

La Marcegaglia quindi ritiene che la nostra politica sia “ipnotizzata” quando al paese servono “riforme chiare”. ”Lo diciamo da tempo – conclude – perchè il paese torni a crescere, non un picco effimero ma una solida crescita di medio termine, occorre una stagione virtuosa di riforme in politica ed economia”.

Raffaele Emiliano