Home Spettacolo Musica Taylor Swift: Mine è il primo singolo tratto dall’album Speak Now

Taylor Swift: Mine è il primo singolo tratto dall’album Speak Now

Taylor Swift Mine
Taylor Swift Mine

La giovane cantante country Taylor Swift, dopo un tour di successo e l’esperienza cinematografica con Valentine’s Day, è tornata in sala di registrazione.

Il 25 Ottobre, infatti, verrà pubblicato il suo nuovo album intitolato Speak Now, il terzo della sua giovane carriera che spera di ripetere il successo ottenuto con Fearless che ha venduto 5.9 milioni di copie solo negli Stati Uniti.

Il primo singolo tratto del prossimo album di Taylor Swift si intitola Mine e segue le sonorità pop utilizzate per alcune delle sue recenti hit come Love Story.

Il testo della canzone racconta di una travagliata storia d’amore e ha portato Mine in testa alle classifiche di vendita di iTunes in poche ore dal suo debutto.

Taylor ha raccontato che fin dai giorni successivi alla pubblicazione di Fearless ha iniziato a scrivere i quattordici brani che sono stati inseriti nella tracklist di Speak Now: le canzoni, infatti, riflettono i due anni trascorsi dalla cantante e le sue riflessioni su quello che ha vissuto.

La Swift ha scritto da sola il suo ultimo lavoro: “le mie idee migliori nascevano alle 3 di mattina in Arkansas, quando non avevo nessuno che collaborasse con me, quindi le ho finite da sola“, ha spiegato durante un incontro con i suoi fans.

Di Mine la sua autrice ha spiegato che racconta la sua tendenza a scappare dall’amore:ogni esperienza diretta di esempi d’amore che ho avuto di fronte a me è finita con un addio e una rottura o cose simili. Quindi penso di aver sviluppato questo percorso dello scappare quando arriva il momento di innamorarsi. Questa canzone è come una scoperta dell’eccezione di questo atteggiamento“.

Con la pubblicazione di Speak Now la cantautrice spera di riottenere il successo di vendite dei suoi ultimi lavori che le hanno assicurato i primi posti nelle classifiche di tutto il mondo e numerosi premi musicali.

Beatrice Pagan