Capezzone: No a governo tecnico

Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ha le idee chiare circa il futuro politico del nostro paese. Un governo cosiddetto tecnico sarebbere, a suo dire, un tradimento nei confronti di quei cittadini che hanno scelto Berlusconi come Premier. In caso di crisi irreversibile, le urne sono l’unica soluzione possibile. In questo, il braccio destro del Presidente del Consiglio è sulla stessa lunghezza d’onda del leader della Lega.

“Umberto Bossi – afferma Capezzone – ha totalmente ragione. Al di là delle metafore cromatiche sulle colorazioni interne o esterne, il leader della Lega ribadisce un punto fondamentale, del resto sottolineato da giorni da tutto il Pdl: un governo cosiddetto tecnico o istituzionale sarebbe una legalizzazione del ribaltone“.

A detta di Capezzone, l’idea di un governo tecnico rappresenta “un’ipotesi del tutto inaccettabile per i cittadini, non solo per il Pdl e la Lega. Gli italiani hanno scelto un Premier, Silvio Berlusconi, e una maggioranza. E’ impensabile che questa scelta popolare venga messa in discussione o messa tra parentesi con giochi di palazzo”. Pre quanto riguarda il rapporto con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Capezzone ha dichiarato: “Il Capo dello Stato, nei suoi quattro anni al Quirinale, si è sempre comportato in modo ineccepibile e questo va detto con grande franchezza. Detto questo, credo che il Presidente sia sufficientemente saggio e attento alla novià degli ultimi anni – cioè che sulla scheda elettorale c’è il nome di un candidato e che gli italiani si sono espressi a maggioranza per Silvio Berlusconi presidente – per comprendere che, ove mai il Governo dovesse cadere, bisognerebbe tornare agli elettori e non immaginare soluzioni cosiddette tecniche o istituzionali, che non avrebbero alcuna legittimazione popolare”.

Infine, lo stesso Capezzone chiarisce il suo punto di vista circa la possibilità, sancita dalla Costituzione, che Napolitano possa individuare altre maggioranze in Parlamento, prima di sciogliere le Camere: “Ma come si farebbe, anche per solo buon senso, ad avallare un governo contro la volontà espressa dalla maggioranza degli italiani? italiani che hanno votato per Berlusconi nel 2008, nel 2009 e nel 2010. Come si farebbe a mettere in campo un Governo contro la maggioranza espressa dagli italiani? Ho troppa stima del Presidente Napolitano per pensare che lui possa confondersi con progetti di questo tipo”.

Giorgio Piccitto