Soluzione per il cubo di Rubik

 
 
Sebbene non ci fosse nessuna certezza rispetto alla cifra definitiva, negli ultimi 15 anni,  la soluzione per il cubo di Rubik sembrava essere in un minimo di 18 movimenti.  Adesso, alcuni ricercatori  dell’ Università del  Kent hanno  annunciato il numero “finale”, grazie all’aiuto di  Google: 20 movimenti, nemmeno uno in più .

 

I ricercatori così hanno  determinato che  esistono più di  100.000 posizioni  iniziali  del cubo e le soluzioni, nella maggior parte, non possono  richiedere più di 15 o 19 movimenti.  Senza alcun dubbio, alcune  combinazioni  obbligano ad eseguire  20 giri, in quello che è stato  battezzato  come “il numero di Dio”

.

Secondo la spiegazione fornita dal responsabile della ricerca il professore Davidson, alla trasmissione Portaltic della BBC,   al giorno d’oggi,  la cifra minima di movimenti  era una “credenza religiosa”. Per questo,  ha deciso di iniziare questo  progetto  con i sospetti che qualsiasi giocatore ha bisogno di almeno 21 giri  di cubo su se stesso.

Per  facilitare il lavoro, Davidson ed il suo gruppo di lavoro  hanno  stabilito di  dividere tutte le  possibilità in 2.200 milioni di  gruppi, ciascuno con 20.000 milioni di  posizioni distinte.  All’inizio, hanno scartato tutte  quelle  opzioni che potevano avere una doppia soluzione

 ed hanno usato anche la “simmetria” per  ridurre al minimo le combinazioni “simili”.

Così, la squadra britannica è riuscita a ridurre le opzioni iniziale fino a 56 milioni di  possibili  combinazioni

, sebbene avessero bisogno di ridurre ancora di più questa cifra. A causa della mole di tempo di cui avrebbero avuto bisogno i  soliti computers, hanno  deciso di chiedere aiuto a  Google.

“Ancora  non sappiamo che tipo di  macchinario hanno  utilizzato” ha confermato  Davidson, anche se per il processo era necessaria la partecipazione di un super computer. Dopo i risultati di Google, i ricercatori si sono convinti che  20 era il ‘numero di  Dio’ dal momento che le opzioni per  risolverlo con più  movimenti “cadevano con cifre  minime”.

Il ricercatore ha concluso affermando “Si è chiuso un cerchio per me,  che è cominciato  con una  delle  icone  degli anni ‘80, il cubo di Rubik appunto”.

Maria Luisa L. Fortuna