Manchester City, Balotelli si presenta: “Sono qui per Mancini”

Mario Balotelli, 20 anni, con la sua nuova maglia

Giornata di presentazione per Mario Balotelli a Manchester. L’ex attaccante dell’Inter, durante la conferenza stampa, ha voluto chiarire i motivi che lo hanno spinto a scegliere il City: “Tante squadre erano interessate a me, ma io ho sempre voluto venire qui. La presenza di Mancini è stata fondamentale: se non ci fosse stato il mister, non penso che sarei venuto. Lui mi ha lanciato e devo ricambiarlo“.

Addio all’Inter – I motivi che lo hanno spinto a lasciare l’Inter sono chiari: “Con quasi tutti i miei compagni avevo un buon rapporto, ma dopo la gara d’andata con il Barcellona ho deciso di andarmene. Da quel giorno c’erano pagine intere su di me sui giornali, una situazione insopportabile. A Milano non riuscivo più a vivere“.

Rapporto con Moratti – Parole d’elogio per il patron nerazzurro: “Moratti non era felice che io me ne andassi. E’ un gran presidente, mi ha sempre voluto bene e con lui ho avuto sempre un ottimo rapporto. Però non vi dico cosa mi ha detto quando ci siamo salutati…“.

Reputazione – Il carattere non sarà un problema: “Non sono un ‘bad boy’. In Italia dicono così, ma sono un ragazzo normale, molto vivace ma non cattivo. Mourinho dice che ho un carattere ingestibile? Non è il mio allenatore e non gli rispondo“.

Premier League – Quali differenze tra il campionato inglese e la Serie A? “Mi troverò bene in Premier, per un attaccante è più facile giocare in Inghilterra che in Italia, dove c’è un gioco più tattico. Il razzismo? Penso che qui non esista. In Italia sono stato vittima di razzismo due o tre volte, sono cose che non dovrebbero succedere“.

Mancini: “Giocatore fantastico” – A fianco di Balotelli, durante la conferenza, c’era Roberto Mancini, entusiasta dell’arrivo di Mario al City: “E’ un giocatore fantastico, per noi sarà importantissimo. Ha tutto per diventare un grande del calcio mondiale: è giovane, è forte, è veloce, ha una buona tecnica. La sua reputazione negativa? E’ un grande errore: lo conosco molto bene, ho lavorato con lui per un anno e non ho mai avuto problemi. Ha un carattere forte, ma con venti angeli non si può vincere la Premier League“.

Pier Francesco Caracciolo