ONU: necessario fermare desertificazione

L’agenzia per l’ambiente delle Nazioni Unite ha lanciato, nella giornata di ieri, una campagna decennale per cercare di arginare la progressiva desertificazione di alcune aree del Pianeta. Secondo gli esperti, il fenomeno ambientale, in continuo aumento, sarebbe causato da una serie di fattori. Fra questi: le pratiche agricole scorrette, la mancanza di una gestione dell’acqua e il cambiamento climatico.

La campagna decennale promossa dall’ONU ha un unico obiettivo: fermare l’avanzata dei deserti. Secondo gli studi realizzati dalle Nazioni Unite, il degrado della terra ha ormai colpito circa un miliardo di persone, rendendo aridi e secchi circa 3,6 miliardi di ettari, vale a dire un quarto dell’intera superficie terrestre. “Il continuo degrado della terra […] è una minaccia per la sicurezza alimentare, portando alla fame le persone maggiormente colpite […] e rubando al mondo della terra produttiva”, a sottolinearlo in una nota è il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Leggendo tra le righe del comunicato ufficiale, si constata che circa 12 milioni di ettari di terra arabile vengono mangiati ogni anno dall’avanzata dei deserti. La regione semi-arida del Sahel, ad esempio, sta velocemente diventando un terreno arido del tutto inutilizzabile. La frequente siccità, causa principale dei sempre più miseri raccolti, sta provocando gravi crisi alimentari nella zona del Sahel (che si estende dal Senegal al nord della Somalia), specialmente in Niger e in Ciad.

Per agevolare questa drammatica situazione, l’ONU ha proposto alcuni progetti comunitari. Si tratta di iniziative volte ad una progressiva riqualificazione della aree a rischio desertificazione, mediante l’innesto e la coltivazione di alberi e piante nelle zone maggiormente colpite dalla siccità. Come si legge nella nota pubblicata dalle Nazioni Unite: “I tentativi per contrastare il degrado della terra sono stati compiuti […] (ma) altre attività sono necessarie per arrestare e per invertire […] una progressiva desertificazione su scala mondiale”.

Di Marcello Accanto