Pakistan, allarme dell’Onu


Otto milioni di alluvionati rischiano la vita.  Si aggrava la situazione in Pakistan, che a causa delle recenti alluvioni è in pieno caos. Sono più di venti milioni le vittime e circa 1.600 i senza tetto.

Una disgrazia a cui l’Onu sta cercando di rispondere. Nei giorni scorsi, il segretario Ban Ki Moon ha fatto visita ad Islamabad per prendere atto della situazione. “Sono qui per condividere la simpatia e solidarietà delle Nazioni Unite insieme alla popolazione e governo pakistano“. Aveva detto. Dopo, l’incontro con il presidente pachistano, Asif Ali Zardari e il primo ministro, Yusuf Raza Gilani. Da lì la soluzione di accelerare per gli aiuti.

Oggi l’annuncio della distribuzione di tende e teli di plastica per novecentomila sfollati e, offerte di cibo per 700mila persone. Sono però ancora otto milioni di alluvionati che rischiano la vita. Si presume, chi si trova nelle zone difficili da raggiungere.

“Quello che più ci preoccupa – dice Maurizio Giuliano, portavoce dell’ufficio Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari – è l’acqua contaminata dalle inondazioni. Se non si interviene immediatamente, avremo una seconda ondata mortale». Disturbi comediarrea e dissenteria potrebbero uccidere fino a 3,5 milioni di bambini. Sul presunto caso di colera, l’Onu non ha ricevuto conferme certe. “E’ comunque importante.contiua Giuliano- importante che tutti possano avere diritto alle cure sanitarie”. Sabato  un gruppo di senzatetto ha assaltato un camion con aiuti umanitari. Sono state quindi, sospese le operazioni di distribuzione.

Intanto il portavoce Onu ha affermato che dei 460 milioni di dollari stanziati dalla comunità internazionale, solo 125 giunti finora a destinazione. Una cifra che non basta.

Matteo Melani