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Canarie, bimbo italiano sepolto da una buca di sabbia: è in coma

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20 minuti sotto una mastodontica valanga di sabbia: potrebbero essere fatali per il bimbo italiano di 10 anni in vacanza a Las Palmas

Las Palmas (Spagna), 20 agosto. Un bambino italiano di 10 anni è stato ricoverato in coma in  un ospedale delle Isole Canarie, in Spagna. Il piccolo, di cui non sono state rese note le generalità, era in vacanza con i genitori sull’isola Fuerteventura, nella provincia iberica di Las Palmas, e martedì scorso (intorno alle ore 16.40) è rimasto sepolto sotto una montagna di sabbia mentre era intento a scavare una profonda buca sull’arenile.

I media locali riferiscono che il ragazzino stava scavando insieme ai suoi amici una gigantesca fossa, 5 metri di diametro per 3 metri di profondità, quando improvvisamente una parete è crollata, sommergendo il bimbo di sabbia. Coloro che avevano assistito alla scena hanno immediatamente allertato i soccorsi, i quali sono giunti sul posto in pochi minuti, tuttavia le manovre di salvataggio non sono risultate semplici. Infatti, durante le operazioni di escavazione è stato ripetutamente necessario puntellare le pareti della fossa per evitare che collassassero nuovamente.

Il bambino è stato tratto in salvo e ricoverato per arresto cardiocircolatorio presso l’ospedale “Materno Infantil” di Las Palmas, essendo rimasto sotto la sabbia per circa 20 minuti. In seguito, è entrato “in coma e in ventilazione assistita a causa dei danni provocati dalla mancanza di ossigeno” per il tempo in cui è rimasto sepolto, si legge in una nota sul sito del comune di La Oliva, località in cui era situata la spiaggia in cui si è verificato l’incidente.

Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano iberico “Abc”, non si tratterebbe di un incidente, ma di un brutto scherzo che i compagni di gioco avrebbe riservato al ragazzino. Il crollo della parete di sabbia non sarebbe quindi stato accidentale, ma volutamente provocato dai suoi amichetti. Tale indiscrezione però non trova conferma su altre fonti di informazione.

È la cosa peggiore che abbia vissuto in 11 anni che faccio questo lavoro – ha raccontato uno dei bagnini dello stabilimento al quotidiano locale “La provincia” – Una situazione terribile: la gente gridava, mentre noi tentavamo di togliere la sabbia e allo stesso tempo di calmare la famiglia”. Le condizioni del bambino sono tuttora “molto critiche”, sebbene in lieve miglioramento. Aggiornamenti seguiranno non appena saranno diramate nuove informazioni.

Emanuele Ballacci

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