Il Giornale su Famiglia Cristiana: Consiglia film con bestemmie ai bambini

Pesante attacco del Giornale dell’editore Paolo Berlusconi nei confronti del settimanale Famiglia Cristiana: la testata dei Paolini pare sia stata reputata rea d’aver criticato apertamente il governo aprlando di situazione italiana paludosa e classe politica vecchia e inconcludente. Ebbene, secondo quanto riportato dal sito L’89, il quotidiano di via Negri avrebbe scelto la via della delegittimazione, seppure probabilmente infantile e poco fondata, nei confronti del settimanale cattolico.

L’accusa, si legge in un articolo a firma Matthias Pfaender, l’aver consigliato – a suo dire – film con bestemmie a famiglie e bambini. In realtà, Famiglia Cristiana pare si sia limitata a consigliare una pellicola tra quelle in palinsesto in serata, peraltro andata in onda su Canale 5 e non eccessivamente violenta nel linguaggio, fatta eccezione per una piccola imprecazione nel finale che pare, peraltro, trattarsi di un errore di interpretazione in fase di doppiaggio – come sottolineato dallo stesso Giornale in un secondo articolo.

Per la precisione, l’articolo esordisce con un’accusa piuttosto precisa. “Vatti a fidare dei religiosi Paolini – spiega infatti Pfaender -. Dopo tante critiche sulla moralità al premier, dopo tanti appelli a una condotta ispirata dai valori cristiani, che fanno? Consigliano ai bambini dalle pagine del loro Famiglia Cristiana un film corredato di bestemmie. Un bel tranello”. Il pezzo, che continua attaccando Paolini e direttore della testata, don Sciortino, non fa mai cenno al titolo del film, per la cronaca “Donne, regole e tanti guai“, andato in onda sull’ammiraglia Mediaset il 5 agosto scorso.

“Forse, nella cavalcata verso posizioni sempre più progressiste – si continua a leggere nell’articolo – intrapresa ormai da anni da Sciortino e compagni, rientra anche questo. Resta ora da capire una cosa: sebbene siano ormai anni che Famiglia Cristiana attacca a muso duro il governo Berlusconi e il centrodestra in generale, solo ogni tanto qualche ministro perde la pazienza e querela (l’ultimo fu il titolare dell’Interno Maroni, che a sentirsi dare del «razzista» da Sciortino perse la pazienza); ma quando consiglia un film con degli insulti al creatore, a chi spetta la replica?”

Insomma un attacco in piena regola basato su un espediente piuttosto scarno e con metodi para-punitivi. Un’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse stato il bisogno, delle intenzioni e i modi che adottano nella redazione del quotidiano milanese.

v.m.