Farefuturo: Pdl rivoluzione liberale? Non con Lega, Gheddafi e Putin

Il messaggio di Farefuturo è chiaro. Ancora una volta i ragazzi terribili della gioventù finiana impugnano l’arco prima dei generali e attaccano con veemenza e ironia la carovana berlusconiana. La rivoluzione liberale non può avere i volti di Gheddafi, Putin e Bossi, spiegano in un nuovo editoriale su Ffwebmagazine, il periodico online della fondazione finiana. E facendolo, s’appellano ai moderati del Pdl: devono rendersene conto, spiegano, e cambiare strada.

Un invito esplicito ai ”non custodi del culto berlusconiano, non pasdaran, non addetti al ”massacro del dissidente”, aggiungono nell’articolo. Che assume i toni della lettera aperta, votata al ricordo dei fasti ideali, dello spirito lberale del quale, permeati, credevano di imbattersi seguuendo il volano del berlusconismo. “Ve la ricordate – scrive infatti Federico Brusadelli – la Rivoluzione liberale? Bei tempi. Ma adesso, siete così convinti, cari pidiellini ‘moderati’, che la Rivoluzione liberale (quella che guardava alla signora Thatcher e al presidente Reagan con ammirazione e con invidia) possa avere il volto di Vladimir Putin, e possa davvero consumarsi sotto il tendone di Gheddafi?”.

Un colpo al cuore del sistema, si dice. Un colpo all’amico del cuore Gheddafi, e qualcosa di più – a leggere i reportage de L’Unità di questi giorni, degli affratellamenti finanziari fra Tripoli e Roma. Non manca, poi, l’ovvio un riferimento all’epurazione praticata nei confronti dei colonnelli finiani, e col preidente della Camera stesso. ”La Rivoluzione liberale è quella racchiusa nel documento del 29 luglio, con cui il Pdl espelle uno dei fondatori?”.

Quanto alla Lega, infine, l’editoriale si distingue per una critica piuttosto dura nei confronti dell’ideologia padana e di ciò che il leader, Umberto Bossi, rappresenta. ”Davvero pensate – si continua infatti a leggere- che la Rivoluzione liberale possa essere appaltata alla Lega Nord? A Umberto Bossi, Roberto Cota, Roberto Calderoli? Davvero volete che le vostre idee e i vostri progetti (ma anche, soprattutto, i vostri seggi, parliamoci chiaro….) si tingano di verde padano? No”.

v.m.