Sondrio: imbrattarono scritta fascista, indagati due anziani partigiani

Sondrio (24 agosto 2010) – Il fatto che stiamo per raccontare sarebbe una normale e forse banale storia di cronaca, se non fosse che ad essere indagati dalla magistratura sono due anziani partigiani, rei di aver imbrattato in autentico stile da writers una scritta fascista.

I  due antifascisti di Grosio, Giuseppe Rinaldi, 87 anni, presidente provinciale dell’Anpi, e Giuseppe Cenini, 83 anni, ex sindaco del paese, per quella scritta «Vergogna» sul palazzo che era la sede delle Brigate Nere e dove campeggia ancora una frase fascista, restaurata nel 2005, rischiano invece non poco.
La clamorosa notizia, che ha fatto il giro d’Italia, non sembra però turbare più di tanto i due vecchi partigiani, i quali dicono di essere assolutamente sereni nonostante il fascicolo aperto dalla magistratura col loro nome. «Non vogliamo interferire con la magistratura, che deve fare il suo corso – spiega tranquillo Rinaldi -. Per questo non commentiamo neanche la secchiata di vernice, con cui qualcuno ha voluto coprire la nostra scritta. Anche se certamente vuol dire che quella parola, “Vergogna”, ha colpito nel segno e che dava fastidio».«Dal 2004 aspettavamo una risposta agli esposti che abbiamo presentato contro il restauro di quella scritta, che per noi è un falso storico – aggiunge il presidente provinciale dell’Anpi -. Siccome non è mai arrivata, abbiamo deciso di agire. Avevamo pensato a diverse ipotesi e una di queste era di aggiungere una scritta. Ci abbiamo riflettuto a lungo, perché volevamo che fosse una parola studiata, non improvvisata. E, alla fine, l’abbiamo trovata: “Vergogna”. Non ce n’è un’altra migliore per esprimere il concetto. E, infatti, ha avuto effetto…”.

L’effetto, però, potrebbe ora ritorcersi contro i due stessi anziani, il cui convinto spirito antifascista difficilmente riuscirà a convincere la magistratura della buona fede con cui il gesto dimostrativo è stato compiuto.

Raffaele Emiliano