Torna Veltroni, esultano i berlusconiani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:33

Ad un anno e mezzo dalle dimissioni rassegnate in seguito alle elezioni sarde che sancirono la sconfitta di Renato Soru, l’ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni ha scelto di ritornare ufficialmente sulla scena politica, intervenendo nel merito del dibattito interno al partito, con una lettera inviata alla redazione de “Il Corriere della Sera”.
Scrivo agli italiani che tornano a casa, – ha esordito il “padre” politico del Partito Democratico – a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un’autostrada come la Salerno-Reggio Calabria”.

Un accenno, nell’incipit della missiva, è dedicato alla fallimentare campagna elettorale del 2008, quando il Pd e la sinistra subirono la più devastante sconfitta politica in oltre 60 anni di Repubblica, attribuita, da Veltroni, a “ragioni profonde e storiche” piuttosto “che a limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano“.
L’ex segretario ha poi posto l’accento sulla crisi di Berlusconi e sulla crisi sociale, economica e politica del Paese scaturita dall’esistenza stessa dell’era berlusconiana; nessun dubbio, invece, sulla necessità di proseguire sulla strada del bipolarismo, che pure è l’unico mezzo per cui Berlusconi ha potuto governare come padre padrone del Paese con un consenso che ha toccato al massimo il 35% dell’elettorato.
“Senza Berlusconi – si legge nella lettera – potremo finalmente avere un vero bipolarismo, schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti”.

La conclusione, invece, è dedicata all’attualità e al futuro del Partito Democratico e dei “riformisti”, così Veltroni pensa agli iscritti del suo partito, impegnati ad affrontare una secondo molti imminente crisi di Governo.
Niente ‘sante alleanze’ contro Berlusconi – ha spiegato, bocciando la proposta avanzata recentemente da Franceschini e, in altri termini, anche dal segretario Pierluigi Bersani – le uniche alleanze credibili, prima e dopo le elezioni  sono quelle fondate su una reale convergenza programmatica e politica”.

E se Antonio Di Pietro punta ad un nuovo centrosinistra, “Italia dei Valori, il Pd, Vendola e gli altri pezzi di sinistra che sono fuori dal parlamento” per mandare a casa le destre, un via libera alla grande alleanza democratica giunge anche dalla Federazione della Sinistra.
“E’ positiva la costruzione di una alleanza costituzionale che unisca tutte le forze di opposizione, dentro e fuori il Parlamento. – ha spiegato in una nota stampa il portavoce Cesare Salvi – Queste forze  rappresentano la maggioranza degli italiani e, se unite, possono vincere le elezioni”.

Apprezzamenti per le parole di Veltroni giungono, dunque, solo dal PdL, per bocca dei “berlusconissimi” più vicini al premier.
“L’intervento odierno di Veltroni – plaude il portavoce Capezzone – porta con se’ elementi non banali e largamente condivisibili da parte di tutti coloro che, ovunque collocati, abbiano a cuore un bipolarismo forte”.
“L’articolo di Veltroni contiene finalmente una riflessione politica seria su cui e’ necessario che tutti si misurino – ha aggiunto il coordinatore Sandro Bondi – non si possono non sottoscrivere le giuste preoccupazioni di Veltroni sulla tentazione da parte di coloro che vogliono sconfiggere Berlusconi con una nuova legge elettorale e una alleanza costituzionale che favorirebbe il ritorno al partitismo del passato e metterebbe una pietra al collo del bipolarismo”.

Mattia Nesti

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!