Casa Montecarlo, Travaglio difende la Tulliani

Roma (24 agosto 2010) – «Elisabetta Tulliani ha il grave difetto di essere la fidanzata di Fini, che a sua volta ha il grave difetto di dissentire da Berlusconi»: a scriverlo è Marco Travaglio nella sua rubrica “Il Guastafeste” su “A” in edicola da domani. «Non passa giorno – prosegue il giornalista noto anche per il suo antiberlusconismo – senza che la compagna del presidente della Camera venga massacrata da giornali e riviste di gossip, sbattuta in prima pagina con tutta la sua famiglia, comprese le due bambine, di due anni e mezzo e di dieci mesi, spiata, pedinata, paparazzata, sbertucciata. Una caccia all’uomo, anzi alla donna, che fa ribrezzo e dovrebbe interessare il Garante della privacy. Ma soprattutto dovrebbe far insorgere le femministe, se esistono ancora: anzi le donne tutte, femministe e non. Invece niente, silenzio di tomba. Anche fra le donne di cultura. Anche nel meraviglioso mondo della sinistra».

«Resta da capire -è la domanda che pone il giornalista – che cos’abbia fatto di male Elisabetta Tulliani
per meritare questo trattamento. Che si sappia, non risultano reati a suo carico, e nemmeno se ne risultassero si giustificherebbe un simile linciaggio. Non ha rubato, non ha mafiato, non ha truffato. C’è, è vero, il suo sgomitante fratello Giancarlo. Ma, siccome la responsabilità è personale, nulla autorizza nessuno a massacrare Elisabetta».

Intanto l’avvocato Michele Giordano, legale di Elisabetta Tulliani, ha chiesto il sequestro delle foto della famiglia. «Il settimanale Oggi nelle scorse settimane – afferma in una nota l’avvocato – ha fornito alle agenzie di stampa foto che ritraggono il presidente Fini con la famiglia Tulliani insieme alle figlie minori. Foto pubblicate spesso da Oggi e da altri quotidiani anche online. Tale pubblicazione e la loro riproposizione costituiscono illecito». Prosegue Giordano: «Riguardano foto private del presidente e famiglia, riservate ed in luogo privato di cui non si è mai autorizzata la pubblicazione. Si è già provveduto alla richiesta di sequestro».

Raffaele Emiliano