Famiglia cristiana, Rotondi: “Inconsistenza da catto-comunisti”

Roma (25 agosto 2010) – Come prevedibile, infuria la polemica in seguito all’editoriale di Beppe Del Colle su Famiglia cristiana, il periodico cattolico che negli ultimi tempi si mostra in prima linea nella critica aperta al premier Silvio Berlusconi e all’operato del suo governo.

Dopo aver lanciato pesanti accuse al governo le cui politiche, a detta della testata giornalistica cattolica, sono dirette “contra personam” e non più “ad personam” come un tempo e dopo aver rappresentato un paese ormai stufo di duelli e insulti, l’ultimo editoriale a firma di Del Colle parla addirittura di “cavaliere rampante” e “costituzione dimezzata”, attaccando ripetutamente gli “atei-devoti” del Pdl.

Sul tema interviene oggi il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, il quale, a proposito del commento apparso sulle pagine di Famiglia cristiana, parla di “idee vecchie” che rappresentano la ”presunzione e la inconsistenza della sinistra catto-comunista”.

”Del Colle si ripassa la notte le lezioni di Leopoldo Elia e della vecchia sinistra Dc che odiava Berlusconi”, spiega con ironia il ministro, che poi rincara la dose: ”Naturalmente queste lezioni vengono ripetute assai malamente, ma servono a mantenere la sigla della testata. Non fa niente che invece di Famiglia cristiana si rivolge alla famiglia comunista”.

”Risponderò – aggiunge Rotondi – tutte le settimane con le idee, ovviamente da me male esposte, di un grande cattolico liberale che seppe replicare fino alla fine alla presunzione e alla inconsistenza della sinistra catto-comunista: Francesco Cossiga”.

”La storia per cui non si può rispondere a chi scrive su Famiglia cristiana, per quanto mi riguarda, è finita. Ed io non sono né ateo né forse molto devoto”, conclude il ministro.

L’editoriale del settimanale diretto da don Sciortino era già stato etichettato ieri da Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, come esempio di “pornografia politica per la scarsa decenza degli argomenti che vengono proposti”. E oggi sono piovute anche le immancabili critiche da parte dei quotidiani filogovernativi.

Raffaele Emiliano