L’appello della Perina: “Tulliani lapidata, donne di destra reagite”

“Basta attacchi a Elisabetta Tulliani, è una lapidazione della donna del “nemico” cioè di Gianfranco Fini”. Sono alcune delle parole contenute nell’appello online rivolto da Flavia Perina, deputato di Fli e direttore del “Secolo d’Italia”, alle altre donne del centrodestra perché rompano “un silenzio imbarazzante”. E la Perina si rivolge innanzitutto alle ministre Mara Carfagna e Giorgia Meloni e alla responsabile donne del Pdl, Barbara Saltamartini, affinché dicano qualcosa contro “questo spettacolo indecente, questa quotidiana e tragica azione di killeraggio”. E ancora: “È come vedere sfilare, metaforicamente rapata a zero e con al collo il cartello del disonore, sulle prime pagine di “Libero” e del “Giornale” la donna del nemico”.

Il direttore de “Il Secolo d’Italia” lancia poi un paragone con il trattamento riservato alle donne collaborazioniste alla fine della dittatura fascista.
“Non è questione di fascismo e antifascismo. È l’umiliazione di tutte le guerre. Attraverso l’umiliazione delle donne – aggiunge la Perina – si umilia il nemico: perciò quell’immagine. Prima che Fini diventasse “il nemico” da abbattere la Tulliani non faceva notizia. Il dato centrale di questo agosto indecente che ha segnato un salto di qualità rispetto alle vette, che a torto ritenevamo insuperabili, della lapidazione mediatica di Veronica Lario – velina ingrata dell’estate scorsa, esposta al pubblico ludibrio per avere chiesto pubblicamente la separazione dal capo – è il linciaggio della compagna del presidente della Camera”.

“Sulla faccenda della casa di Montecarlo – secondo il deputato di Futuro e Liberta per l’Italia – i soggetti sono Giancarlo Tulliani, il fratello di Elisabetta, e An. Invece c’è la campagna più velenosa, con gli avvocati di Gaucci pilotati da Previti”.

Conclude poi la Perina: “Al centro dell’appello, come dell’articolo di Sofia Ventura, c’è il rapporto tra il centrodestra e le donne. Noi abbiamo combattuto anni per uscire dallo stereotipo della destra machista, delle donne di destra asservite alla volontà degli uomini. Non possiamo ritrovarci per gli interessi di Berlusconi e del suo entourage con attacchi che non hanno risparmiato Chiara Moroni, Barbara Contini o Giulia Bongiorno. Donne di valore indiscusso. Poiché hanno fatto una scelta che contrasta con gli interessi del capo, sono state sottoposte a una campagna denigratoria. Invece di rispettare il coraggio della Moroni, si dice che le sue posizioni sono dovute al fidanzamento con un giornalista dell’Espresso, o che la Contini critichi le donne del Pdl perché è invidiosa dei tacchi a spillo… care Mara, Giorgia, Barbara e colleghe del Pdl, non vi vengono i brividi?”.

Non ci resta che aspettare una risposta.

Raffaele Emiliano