Fiat di Melfi, la Cei plaude a Napolitano

Città del Vaticano (26 agosto 2010) – ”L’intervento del presidente Napolitano è stato nobilissimo, rapido, incisivo e lucido”. Sono alcuni dei giudizi espressi all’Adnkronos da mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso-Boiano e Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, in merito alla vicenda dei tre operai della Fiat di Melfi riammessi al lavoro da una sentenza del tribunale dopo il licenziamento disposto dal Lingotto.

Bregantini ha aggiunto: ”L’azienda ha dei compiti e degli obblighi non solo di natura economica ma anche di natura personale”. Per questo non basta, ha spiegato l’arcivescovo, che la Fiat dica ‘gli continuo a dare lo stipendio’. L’azienda, ha detto l’esponente della Conferenza Episcopale Italiana, ha diversi compiti: ”c’è l’aspetto del mantenimento e questo è dato dalla paga. Poi c’è la funzione sociale, cioè la responsabilita’ verso la persona e l’ambiente, quindi la dignità di fronte a Dio”.

Alla luce dunque della dottrina sociale della Chiesa, stando al parere dell’arcivescovo, si può tranquillamente sostenere ”che l’azienda stia compiendo un errore etico e nega i diritti della persona”. E ancora: ”Non si vede perchè la Fiat non debba osservare la decisone del tribunale. E in effetti non la osserva se riduce tutto a una questione di carattere economico-finanziario, negando allo stesso tempo i diritti della persona. Non basta dire: ‘ti pago lo stipendio’, tale comportamento dell’azienda denota, dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa, un errore etico”. ”La sentenza ha dato un’indicazione – ha aggiunto mons. Bregantini – ma la Fiat ha deciso di attuarla in questa modalità minimalista. In tal modo si priva il lavoratore della sua dignità, non basta soddisfare l’aspetto economico, c’è la dignità della persona”.

Quanto alla questione più generale ma non per questo meno attuale della crisi nel Mezzogiorno, mons. Bregantini ha invitato ”il mondo sindacale ad essere molto saggio” cercando il dialogo e non il conflitto a tutti i costi ed evitando di ”provocare la perdita di investimenti verso il Sud”. In particolare, ha aggiunto l’esponente della Cei, ”la Cgil stia attenta, è necessario un dialogo vero”. ”Invochiamo saggezza – ha detto il vescovo – nel mondo sindacale e rispetto della dignità da parte dei datori di lavoro”.

Il sud del Paese sta attraversando un momento difficile, ha quindi spiegato mons. Bregantini, ed ”è lasciato sempre più solo da questa pseudo-crisi che sta logorando la politica italiana”. ”E’ una situazione – ha osservato il vescovo – che preoccupa ancora di più il Sud. La crisi infatti avviene su questioni personali e non sulla questione del bene comune, cioè il bene della collettività nazionale. Sono concetti che ha spiegato bene Famiglia cristiana”. ”Non si può spaccare il Paese – ha concluso Bregantini – su questioni di carattere personale”.

Raffaele Emiliano