L’Unione Europea per Sakineh

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:04
Sakineh Mohammadi Ashtiani

La Francia scende in campo per salvare dalla lapidazione Sakineh Mohammadi Ashtiani, che nel 2007 è stata condannata a morte dai tribunali iraniani con l’accusa di adulterio e concorso nell’omicidio del marito. Parigi ha esortato anche i 27 paesi dell’Unione Europea a minacciare sanzioni contro l’Iran qualora la condanna venga eseguita.

Con un messaggio all’Alto Commissario dell’Unione Europea, Catherine Ashton, il Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha chiesto ai paesi dell’UE di fare fronte comune contro la decisione del tribunale di Teheran, in modo da salvare la donna dalla lapidazione, e per avanzare sanzioni per violazione dei diritti umani in Iran. “Bisogna che l’Unione si impegni in nuove iniziative – scrive Kouchner nel messaggio – per ricordare alle autorità iraniane che, come sul dossier nucleare, la loro attitudine di isolamento e di chiusura ha un costo, di cui si potranno liberare nel momento in cui sceglieranno comportamenti più conformi ai loro impegni internazionali in materia di diritti dell’uomo“. A conclusione del messaggio, il ministro francese chiede anche che, in occasione del vertice dei ministri degli Esteri dei paesi UE, il 10 e l’11 settembre, ci sia un “dibattito d’insieme” tra i partecipanti in materia di diritti umani.

Sakineh è una madre di 42 anni che nel 2006 è stata condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all’omicidio del marito. Il figlio stesso non le ha concesso la grazia, e per questo motivo Sakineh è stata condannata, nel 2007, alla lapidazione, pena prevista per le adultere in Iran. L’avvocato di Sakineh, Mohammad Mostafei, ha denunciato pubblicamente che la donna avrebbe reso la confessione sotto tortura, dopo che era stata a lungo frustata. Per questo motivo, l’avvocato è stato costretto a lasciare l’Iran e a trovare rifugio in Norvegia, mentre alcuni membri della sua famiglia, tra cui la moglie, venivano arrestati senza nessun motivo apparente.

Anche in Italia la vicenda di Sakineh è seguita con molta attenzione. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, dichiara di seguire personalmente la vicenda: approfittando della temporanea sospensione della pena, il ministro sta cercando di mantenere uno stretto raccordo bilaterale con le autorità dell’Iran in modo da far loro considerare un atto di clemenza in questo caso specifico. E, ancora, il mondo politico annuncia una manifestazione a Roma il 2 settembre davanti all’ambasciata dell’Iran, in via Nomentana. A promuoverla è la Federazione dei Verdi che con Angelo Bonelli, presidente nazionale Verdi, parla di una gravissima violazione dei diritti umani qualora Sakineh venisse lapidata: “Per questo chiediamo all’Onu e all’Unione europea di intervenire immediatamente e senza indugi“. Manifestazione a cui tutti sono chiamati a partecipare, senza vessilli e simboli di partito. Mentre a Firenze, su Palazzo Vecchio, il volto della donna sventola sul David di Michelangelo. Un manifesto per ricordare a tutti di combattere quest’atto di barbarie e di urlare al mondo: “Save Sakineh“.

Augusto D’Amante

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