Francavilla Fontana: mendicante denunciato per violenza su consigliere “rondarolo”, spunta un’altra verità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:07

Brindisi (28 agosto 2010) – Rischia  di avere contraccolpi pesanti a livello politico la vicenda registratasi lunedì mattina a Francavilla Fontana, nel brindisino. Il fatto è avvenuto all’ora di pranzo, quando Benedetto Proto, consigliere comunale del Pdl, noto per essere stato il promotore in città delle ronde sul modello padano (primo esempio nel sud Italia), si è imbattuto in Friday Osaf, un clochard di origine nigeriana. Stando alla denuncia presentata da Proto, il cittadino nigeriano gli si sarebbe avvicinato chiedendogli qualche spicciolo. Il consigliere comunale avrebbe detto di non averne e Friday avrebbe replicato estraendo un coltello e minacciandolo. Proto a sua volta avrebbe chiamato i vigili urbani, i quali in poco tempo hanno arrestato il nigeriano, senza però trovare il coltello.

Ora Friday si trova in stato d’arresto per accattonaggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ma la sua vicenda si arricchisce di nuovi e clamorosi particolari. L’elemosiniere nigeriano, omonimo del cannibale protagonista nel “Robinson Crusoe” di Daniel Defoe (il destino è a volte beffardo), non si era mai reso protagonista di alcun genere di violenza e, anzi, a detta di molti francavillesi, è un povero Cristo, un uomo mite, né molesto né aggressivo.

Ad esserne convinta è ad esempio Alessandra Latartara, titolare del panificio in via Immacolata nei cui pressi si è verificato l’episodio. La donna, mostrando non poco coraggio, smentisce in pieno la versione dei fatti fornita dal consigliere comunale ai Vigili urbani. Secondo Latartara, il fautore delle ronde francavillesi avrebbe abusato del suo potere ingigantendo la questione e cercando di far ricadere la responsabilità sull’extracomunitario che non avrebbe aggredito e minacciato, tanto meno con un coltello, né il consigliere né i vigili urbani accorsi in suo aiuto. La titolare della rivendita dichiara di conoscere da tempo l’extracomunitario e lo decrive come una persona mite che mai in passato avrebbe dato problemi. Ecco perché, se il consigliere non dovesse ritirare la denuncia-querela nei suoi confronti, la Latartara si dice disposta addirittura a rivolgersi a un avvocato per far assistere in giudizio il nigeriano e contro-querelare per calunnia il consigliere.

«Mi trovavo all’interno del mio negozio – racconta la donna – quando, come ogni giorno, mi sono affacciata per dare da mangiare a Friday Osaf (questo il nome del clochard) imbattendomi nel tumulto. In un primo momento non ho capito bene cosa stesse succedendo, poi ho visto Friday che cominciava a fuggire nel momento in cui sono arrivati i vigili urbani. Pur nella confusione, però, non ho notato né aggressioni fisiche né coltelli: ho visto solamente i vigili ed il consigliere comunale che inseguivano Friday per arrestarlo».

A quanto si apprende, la coraggiosa donna, a seguito della posizione assunta, avrebbe anche ricevuto ‘avvertimenti’ in rapporto all’attività del  suo esercizio commerciale. Un particolare che rende ancor più inquietante l’intera vicenda che, inutile dirlo, è diventata ormai un caso politico.

L’ideatore delle ronde, potrebbe infatti aver montato ad arte l’episodio (è questa l’accusa mossagli da più parti) al fine di strumentalizzarlo e creare un precedente utile ad una ulteriore stretta sulla sicurezza in città. Se si dovesse arrivare a tale conclusione, il consigliere del Pdl difficilmente potrà cavarsela col solo ritiro della denuncia da lui presentata contro il clochard. Rischierà invece di essere lui stesso denunciato per calunnia. Ma questo sarebbe il male minore: la vicenda rischia di gettare una pesante ombra di discredito sull’intera giunta di centrodestra, in una città che, vittima da sempre della criminalità anche organizzata tipica del territorio brindisino, dimostra di sfogarsi con gli ultimi, coi più deboli ed indifesi, chinando il capo invece davanti a casi ben più gravi e frequenti di delinquenza ed illegalità diffusa.

Forti coi deboli, deboli coi forti. Ancora una volta potrebbe essere questo l’amaro e rassegnato giudizio a conclusione dell’ingarbugliato fatto di cronaca.

Raffaele Emiliano

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