L’Onu accusa il Ruanda per il genocidio in Congo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:35
Il rapporto dell'Onu sul genocidio in Congo sarà pubblicato a settembre

New York, 28 agosto. Le Nazioni Unite hanno accusato il Ruanda per il genocidio nella Repubblica democratica del Congo. Il quotidiano transalpino “Le Monde” anticipa queste informazioni, citando la fonte di un rapporto dell’Alto Commissariato dell’Onu che sarà pubblicato a settembre. Paul Kagame, presidente del Ruanda, secondo le Nazioni Unite si sarebbe reso protagonista di “gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in Repubblica democratica del Congo tra marzo 1993 a giugno 2003”.

Il rapporto è lungo più di 600 pagine e la parola “genocidio” concerne la persecuzione, lo stupro e l’uccisione di massa di rifugiati ruandesi Hutu in terra congolese. Essi scapparono dal loro Paese in seguito ad un altro genocidio che coinvolse il Ruanda nel 1994. Gli estremisti Hutu furono giudicati colpevoli dalla Comunità Internazionale di aver ucciso 800mila ruandesi Tutsi e si diedero alla fuga, mescolandosi al popolo di ruandesi Hutu in partenza verso la vicina nazione congolese, convinto dall’alto rischio di rappresaglie e vendette.

Secondo quanto riporta “Le Monde”, il governo del Ruanda avrebbe esercitato nei mesi precedenti forti pressioni contro l’Onu per evitare che il rapporto divenisse di pubblico dominio, tuttavia senza esito. Il capo di Stato ruandese Kagame aveva perfino minacciato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon di ritirare le truppe ruandesi dalle missioni di pace dell’Onu, ma l’intimidazione non avrebbe portato i risultati sperati.

Non è la prima volta che accusa di questo genere vengono mosse contro il Ruanda, tuttavia unicamente grazie a quest’inchiesta dell’Onu sarà possibile fornire “prove e testimonianze contro i responsabili di crimini contro l’umanità, crimini di guerra e persino di genocidio”.

Fallito il tentativo di impedire la pubblicazione del rapporto, il Ruanda, verosimilmente indicato come unico colpevole del genocidio congolese, non esiterà comunque a far sentire la propria voce. Infatti, il Paese di Kagame non vuole essere additato come l’unico capro espiatorio delle violenze perpetuate dal 1993 al 2003, coinvolgere in concorso di colpa anche l’Uganda e l’Angola, senza dimenticare le violenze mosse dall’esercito congolese proprio contro i cittadini ruandesi. Solo la pubblicazione ufficiale del rapporto fugherà ogni dubbio, ancora un po’ l’attesa e si potrà avere tra le mani lo scottante documento.

Emanuele Ballacci

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