Usa, sacerdote invita a “bruciare il Corano” per l’11/9

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:02
"L'Islam è diabolico" recita il cartello affisso nel cortile della chiesa del pastore Jones

Gainesville (Florida), 28 agosto. “C’è chi vuole costruire una moschea vicino al luogo dell’attentato dell’11 settembre? E allora noi, di risposta, cari fedeli, l’11 settembre bruceremo una copia del Corano a testa”. È la proposta scioccante di Terry Jones, pastore del “Dove World Outreach Center” di Gainsville, cittadina nello stato americano della Florida. Le motivazioni di tale gesto sono ancora più controverse del progetto di un gigantesco falò: È un nostro diritto costituzionale: è protetto dallo stesso principio della libertà di espressione che tutela chi brucia la bandiera”.

Il religioso, ex direttore di un albergo, ricorderà quindi in un modo del tutto particolare l’anniversario del tragico attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001. La polemica contribuirà a gettare maggiore benzina sul fuoco del già rovente dibattito circa la costruzione di una moschea a Ground Zero, dopo l’approvazione data dal presidente statunitense Barack Obama.

La proposta del pastore Jones ha presto fatto il giro della rete, accendendo nel cuore degli americani un forte sentimento anti-islamico. Tuttavia, la notizia ha avuto risonanza anche in Medio Oriente, infiammando gli animi di molte comunità e organizzazioni di stampo musulmano. Una pioggia di proteste è piovuta da Egitto e Indonesia, mentre su Youtube è apparso un video in cui si invitano tutti coloro di fede islamica ad “alzarsi e agire”. L’inquietante idea ha creato inoltre non pochi grattacapi anche a livello diplomatico. Infatti, Ibrahim Hooper, portavoce del Council on American-Islamic Relations, organizzazione che cura i rapporti tra gli Usa e gli stati islamici, si è detto immediatamente preoccupato: “Potete immaginare cosa significhi questo per la nostra immagine nel mondo? – ha detto l’ambasciatore all’’International Herald Tribune’, quotidiano statunitense gestito dal ‘New York Times’ – Senza contare i pericoli che potrà comportare per le nostre truppe in Iraq e Afghanistan”.

“L’Islam è diabolico” è il motto che accompagnerà questo rogo e che è comparso concretamente nel cortile della chiesa del pastore Jones. Il quale, tuttavia, dovrà far fronte a una prima opposizione logistica. Infatti, il capo dei vigili del fuoco di Gainsville ha respinto la richiesta del religioso, negando il permesso per l’accensione di un falò pubblico. Vedremo se il sacerdote si farà spaventare da questa prima intimidazione o procederà nelle sue intenzioni di bruciare il testo sacro islamico, il Corano, che secondo Jones è solamente un libro “colmo di bugie e falsità”.

Emanuele Ballacci

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