Cellule staminali riducono i rischi post infarto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:23

Non si conosce ancora la spiegazione, ma le cellule staminali fanno bene al cuore e soprattutto riducono il rischio di progressivo indebolimento del cuore nei pazienti reduci da infarto. A dirlo sono i ricercatori dell’Università di Dusseldorf, in Germania, coordinati dal professor Bodo-Eckehard Strauer (da più di 15 anni lavora nel campo delle terapie cardiache con cellule staminali), che hanno presentato il loro studio a Stoccolma durante il congresso della Società Europea di Cardiologia.

In Italia sono 1,2 milioni gli ex infartuati che soffrono di insufficienza cardiaca

Prelevare cellule “bambine” dal midollo osseo del paziente

che ha subito un attacco cardiaco, per poi iniettarle nelle arterie coronarie, restituisce forza al cuore e riduce di 4 volte il rischio di mortalità nei successivi cinque anni. Questo sarebbe possibile perché le cellule rallenterebbero il processo degenerativo che di solito svigorisce il cuore dopo un infarto, rinforzando il cuore molto più che con la classica terapia farmacologica. Dopo un infarto infatti il cuore è più debole e, nonostante i tanti medicinali assegnati, va sempre peggiorando, fino ad uno scompenso che può rivelarsi fatale.

A queste conclusioni si è arrivati dopo un esperimento condotto su pazienti infartuati tenuti sotto osservazione per cinque anni. 200 di loro hanno seguito la terapia normale a base di farmaci dopo aver subito un infarto, 191 invece hanno scelto di sottoporsi alla nuova cura sperimentale delle staminali. Il midollo osseo è stato prelevato dalla parte superiore delle ossa del bacino: in laboratorio sono state isolate le cellule staminali di cui è ricco e poi iniettate con una sonda nelle arterie coronarie da dove hanno raggiunto il tessuto cardiaco distrutto dall’infarto. Dall’analisi dei risultati è emerso che 32 persone del primo gruppo, passati i cinque anni, sono decedute a causa dei loro problemi di cuore, contro solo 7 del secondo gruppo.

“La nostra indagine” ha spiegato Strauer “indica che la somministrazione di cellule staminali da midollo osseo, sia in aggiunta che in alternativa alle cure tradizionali, migliora le prestazioni cardiache e aumenta la sopravvivenza dei pazienti. In Italia oggi sono 1,2 milioni gli ex infartuati che soffrono di insufficienza cardiaca, assorbono l’1,4% della spesa sanitaria nazionale”.

Adriana Ruggeri

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